Quante volte, con la squadra in difficoltà e i risultati negativi che si accumulano, avete sentito partire dagli spalti il famigerato coro “a lavorare,...

Quante volte, con la squadra in difficoltà e i risultati negativi che si accumulano, avete sentito partire dagli spalti il famigerato coro “a lavorare, andate la-vo-ra-reeeee“?

Ecco, parecchie. E almeno altrettante volte i tifosi si lasciano andare a un luogo comune parecchio abusato, vale a dire quello del confronto tra la posizione privilegiata dei calciatori-da qualcuno ritenuti eccessivamente viziati- e quella di chi si sveglia all’alba per andare a lavorare in fabbrica.

Ecco, c’è qualcuno che ha preso sul serio questa faccenda, e, dopo una brutta sconfitta, ha mandato la sua squadra in fabbrica. A scoprire cosa significhi svegliarsi all’alba e guadagnarsi a fatica il pane per mandare avanti la famiglia…

Si tratta di Paolo Tramezzani, ex secondo di De Biasi sulla panchina dell’Albania e ora allenatore del Lugano. Dopo la sconfitta per 5-2 contro il Thun, Tramezzani ha avuto l’idea: una giornata in fabbrica per insegnare ai suoi ragazzi la cultura del lavoro. Lui, infatti, giura che non è stata una punizione, ma una semplice esperienza.

Per cui, sveglia presto e alle 6 l’ingresso in un’impresa di vernici e pittura di Davesco. Arrivati sul posto, i giocatori sono scesi per conoscere alcuni lavoratori e per vedere come si svolgesse una giornata tipo in quel posto di lavoro.

Lezione imparata? Vedremo, saranno i risultati delle prossime giornate a parlare…