La squadra che perse 46-0 (e tornò a casa felice) La squadra che perse 46-0 (e tornò a casa felice)
Il barone Pierre de Coubertin sarebbe stato orgoglioso di loro, o forse no. Perché se è vero che l’importante è partecipare, certe volte sembra proprio... La squadra che perse 46-0 (e tornò a casa felice)

Il barone Pierre de Coubertin sarebbe stato orgoglioso di loro, o forse no. Perché se è vero che l’importante è partecipare, certe volte sembra proprio che perdere diventi più importante di qualsiasi altra cosa.

Questa, infatti, è la storia di una squadra che, qualche anno fa, si scoprì famosa per colpa delle sue sconfitte. E, forse, scoprì che in questo mondo così strano, può anche essere un modo per entrare nella storia.

Che poi questo ingresso avvenga dalla porta sbagliata, quella che conduce dritta dritta al girone dei derelitti, sembra che a qualcuno non importi.

Giochi del Pacifico, anno del signore 2015. La competizione calcistica dei giochi dedicati a stati, staterelli e isolotti stazionanti intorno all’Oceano Pacifico diventa teatro di una storia che entrerà negli almanacchi calcistici.




Quanto ci sia di mezzo il destino, quanto il caso, quanto la volontà umana, e quanto la premeditazione, non ci è dato saperlo.

Di sicuro, i Giochi del Pacifico non sarebbero passati alla storia senza le imprese della selezione calcistica under 23 della Micronesia. La squadra chiamata a difendere l’onore del calcio in quelle isole e che invece tornò a casa dopo aver incassato 114 gol in tre partite.

Nella gara d’esordio la Micronesia affronta Tahiti: 0-30. Il secondo match, forse anche per via della stanchezza, non vede la nazionale micronesiana (anzi, per la precisione: Stati Federati di Micronesia) migliorare. Risultato? 0-38 contro le isole Fiji.

Ma, d’altronde, ci sarebbero tanti motivi per spiegare quelle batoste. Uno dei tanti è che in quel territorio non è che ci sia un bacino di popolazione così vasto da cui attingere. Sono 100.00 gli abitanti di quelle isolette, togliendoci pescatori, donne, bambini, non arruolabili e soprammobili, non saranno tanti quelli tra cui il selezionatore Stan Foster -australiano, perché anche allenatori non è che ce ne siano molti in Micronesia- può andare a scegliere.

Ma in pochi immaginano quello che sta per succedere. Una delle peggiori -la peggiore, forse, in assoluto- sconfitte della storia del calcio sta per materializzarsi.




L’ultima partita del torneo calcistico dei Giochi del Pacifico mette di fronte Micronesia e Vanuatu. Agli avversari di giornata della peggior squadra della competizione serve una vittoria con almeno 30 gol di scarto per mantenere vive le speranze di qualificazione al turno successivo.

Non incontreranno grande resistenza, a dire il vero. Ecco, se poi avete del tempo da perdere (o meglio, da investire in maniera alternativa, suona meglio) su Youtube ci sono le immagini complete del match.

Immagini che potete godervi qui.

Chiunque abbia giocato a calcio, di fronte a un punteggio del genere, dovrebbe chiedersi cosa diamine si possa provare nel prendere 46 gol in una partita. Vale a dire, facendo i dovuti calcoli, in verità non troppo difficili, uno ogni due minuti, praticamente.

Non sappiamo cosa si provi a prendere 46 gol, visto che -si spera- a nessuno di noi è capitata una disavventura del genere. Sappiamo cosa si prova a vedere le immagini qui sopra. Un misto di tenerezza, compassione, e forse, per i più maliziosi e malpensanti (com’era quella cosa? Ah, sì: che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca…) l’idea che forse un briciolo di premeditazione e volontarietà ci sia stata.




All’intervallo del match, il punteggio recita 24-0 per Vanuatu. Le immagini mostrano la squadra della Micronesia in balia degli avversari, quasi inerme. Dei pupazzi fermi, o che, peggio ancora, vagano senza meta per il campo, mentre gli avversari, che non sembrano poi divertirsi così tanto, continuano a segnare gol su gol, facendo diventare noiosa un’attività che, di solito, regala orgasmi e adrenalina.

Finirà 46-0, tutti contenti. La Micronesia, che finirà su telegiornali e giornali sportivi di tutto il mondo. Chi se ne frega se facendo la figura dei derelitti. Il calcio, da quelle parti, non è poi così importante. Jean Kaltack, bomber di Vanuatu, che scrive il suo nome per 16 volte nel tabellino dei marcatori.

L’organizzazione dei Giochi del Pacifico, la cui esistenza in molti scopriranno proprio grazie alle centinaia di reti subite dagli Stati Federati di Micronesia. La FIFA, che con inflessibilità e un pizzico di sadismo, dice che quella non può essere omologata come la peggior sconfitta di tutti i tempi perché la nazionale degli Stati Federati di Micronesia non è affiliata alla Federazione mondiale del pallone.

Tutti felici, tranne Vanuatu. Che, per via dello 0-0 tra Fiji e Tahiti, viene eliminata dalla competizione. Sì, a volte vincere 46-0 può anche non bastare…

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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