La sorprendente Ucraina di Sheva La sorprendente Ucraina di Sheva
Ieri la partita principale per quel che concerne la Nations League era indubbiamente Francia-Germania, per importanza, tradizione e livello qualitativo dei giocatori in campo.... La sorprendente Ucraina di Sheva

Ieri la partita principale per quel che concerne la Nations League era indubbiamente Francia-Germania, per importanza, tradizione e livello qualitativo dei giocatori in campo.

Si sono disputati anche altri match che hanno regalato risultati molto significativi, come ad esempio Ucraina-Repubblica Ceca, gara vinta dai padroni di casa per 1-0.

La Nazionale allenata da Andriy Shevchenko, grazie alle tre vittorie conquistate in altrettante partite disputate nel proprio girone, si è guadagnata la promozione in Lega A.

Il percorso di crescita della Nazionale ucraina è stato lento ma graduale: l’ex attaccante rossonero è subentrato alla guida tecnica nel 2016, dopo l’Europeo di Francia, e ha fallito l’obiettivo della qualificazione ai Mondiali in Russia, arrivando terzo nel proprio girone.

La partita che ha certificato l’esclusione dal Mondiale è stata la sconfitta per 2-0 contro la Croazia, il 9 Ottobre 2017, e rappresenta anche l’ultima sconfitta conosciuta dai ragazzi di Shevchenko, che da quel momento in avanti hanno ottenuto un filotto di otto risultati utili consecutivi.

Insieme al Kosovo, strano a dirsi, l’Ucraina è la Nazionale europea con la striscia più lunga di imbattibilità, oltre un anno, un dato piuttosto sorprendente se si considera la forza relativa della squadra.

Durante questa striscia di risultati utili hanno affrontato anche avversari di un certo spessore, rapportati al loro livello, tipo l’Italia (nell’ultima amichevole pareggiata a Genova), Slovacchia e Repubblica Ceca, inserite nello stesso girone di Nations League, Giappone e Marocco, compagini che ha partecipato ai Mondiali in Russia appena disputati.

Lo score di Sheva, da quando siede sulla panchina della Nazionale, recita 20 incontri disputati con 11 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte: un 55% di successi, non affatto male per uno alla sua prima esperienza da capo allenatore.

Come ha potuto constatare chi ha visto giocare l’Ucraina in amichevole contro l’Italia, la squadra allenata dall’ex attaccante rossonero punta molto sull’equilibrio e sulla solidità difensiva, demandando la fase offensiva ai 3/4 giocatori di talento di cui dispone.

Come sempre ci si affida al blocco dello Shakhtar Donetsk, di cui Pyatov, Matvijenko, Rakyc’kyj, Stepanenko e Marlos fanno parte, solo per citare alcuni tra i giocatori più impiegati che sono scesi in campo anche nella vittoria di ieri.

Jarmolenko, Konoplyanka e Malinovkiy, oltre al già citato Marlos, sono i giocatori di cui si diceva prima, quelli con più talento ai quali è affidato il compito di cercare la giocata decisiva.

 

Il modulo più utilizzato da Sheva, per il momento, è un 4-1-4-1 all’apparenza piuttosto conservativo, anche se tra i centrocampisti ci sono giocatori dalle spiccate vocazioni offensive, in grado di affiancare tranquillamente la prima punta, in queste ultime partite rappresentata da Yaremchuk.

C’è poi l’astro nascente Zinchenko, giovane di proprietà del Manchester City la cui collocazione tattica non è ancora del tutto chiara: nasce come centrocampista, con doti anche piuttosto offensive, ma negli ultimi periodi Pep Guardiola lo ha provato nel reparto arretrato, in posizione esterna.

Shevchenko lo sta inserendo gradualmente, spesso a partita in corso, cercando di sfruttare al meglio quelle che sono le sue qualità: buona corsa, ottima tecnica e duttilità in campo, che gli permette di ricoprire più ruoli con discreta efficacia.

La formula, per il momento, sembra funzionare e indubbiamente l’Ucraina è da inserire tra le squadre più sorprendenti di quest’ultimo periodo, come certificato dalla prestigiosa promozione in Lega A.

Vedremo se nel prossimo futuro i giovani che stanno crescendo, affiancati al gruppo storico, saranno in grado di mantenere un livello elevato di rendimento, magari andando ad implementare il tasso tecnico della rosa. Il maestro, partita dopo partita, sembra essere quello giusto.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo