La solita pazza Eredivisie: tutto all’ultimo respiro La solita pazza Eredivisie: tutto all’ultimo respiro
Capita, quando si rincorre un sogno, di aver paura di svegliarsi e scoprire che nulla di ciò che abbiamo vissuto era vero. Capita, quando... La solita pazza Eredivisie: tutto all’ultimo respiro

Capita, quando si rincorre un sogno, di aver paura di svegliarsi e scoprire che nulla di ciò che abbiamo vissuto era vero.

Capita, quando si è vicini a una grande e insperata vittoria, di vacillare inspiegabilmente a pochi metri dal traguardo.

E’ ciò che sta capitando al Feyenoord, che ieri sarebbe potuto diventare campione d’Olanda per la prima volta dopo 18 anni e invece ha incredibilmente rimesso tutto in discussione, cadendo in casa del modesto Excelsior con un netto quanto imprevedibile 3-0 e rimandando i verdetti all’ultima giornata.

A guidare la truppa di Rotterdam in cima alla classifica, posizione raggiunta sin dalla prima giornata e mai più abbandonata, c’è Giovanni Van Bronckhorst, storico ex proprio del Feyenoord che non potete non ricordare, dato che non troppi anni fa arava la fascia sinistra del Barcellona e della nazionale olandese, riservandosi il diritto di decidere una semifinale mondiale con un gol che oggi definiremmo “alla Manuel Pasqual“.




Alla prima esperienza da allenatore tra i professionisti, “Gio” ha saputo tirar fuori il massimo da una rosa che nessuno pensava potesse competere con Psv e Ajax per il titolo; tra le fila del Feyenoord troviamo l’ex juventino Elia, rinato da quando gioca al de Kuip (lo stadio del Feyenoord, in italiano significa “il catino”), il bomber danese Jorgensen, capocannoniere dell’Eredivisie da esordiente, l’uomo mercato Tonny Trinidade de Vilhena, talentuoso e duttile centrocampista già nel mirino di diversi club europei, e il centrale italobrasiliano Botteghin, tutti guidati da un vecchio bucaniere come Dirk Kuyt che a 36 anni ha maledettamente voglia di chiudere la carriera regalando un sogno alla squadra e alla città che lo hanno lanciato nel grande calcio.

La marcia del Feyenoord sembrava inarrestabile, a metà marzo i biancorossi avevano accumulato addirittura 6 punti di vantaggio sugli odiati rivali dell’Ajax e 8 sul Psv, la conquista del titolo sembrava quasi scontata.

Poi è arrivata la sconfitta nel Klassiker, alla quale la squadra ha saputo reagire ottimamente, limitando i passi falsi e giungendo a due giornate dalla fine del campionato con 4 punti di vantaggio proprio sugli ajacidi.

Quindi, la recente tragedia: al tracollo sul campo dell’Excelsior ha fatto da contraltare il netto 4-0 dell’Ajax sul Go Ahead Eagles, risultato che ha permesso al club di Amsterdam di portarsi a un solo punto dalla capolista.

Nell’ultima giornata il Feyenoord ospiterà l’Heracles Almelo, ottavo e con qualche possibilità di entrare in Europa (il Twente, settimo, dista due punti), mentre l’Ajax sarà di scena a Tilburg contro il Willem II, squadra che non ha più nulla da chiedere al campionato.




Il finale si preannuncia incandescente, in casa Feyenoord c’è ovviamente la paura di veder crollare inesorabilmente il piccolo capolavoro costruito nell’arco della stagione; dall’altra parte l’Ajax spera di replicare a parti invertite quanto successo nella scorsa stagione, quando l’allora squadra di De Boer si lasciò sfilare il titolo da un incredulo Psv all’ultima curva.

Sappiamo che c’è la Serie A, sappiamo che non è il campionato più affascinante del mondo, ma domenica alle 14:30 date un’occhiata all’Eredivisie: Feyenoord e Ajax sono pronte a scrivere l’ultimo capitolo di una storica rivalità. Se sarà psicodramma o pianto liberatorio, lo sapremo solamente a bocce ferme.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11

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