La rivincita di Saul, il rinnegato del Real che fa sognare l’Atletico La rivincita di Saul, il rinnegato del Real che fa sognare l’Atletico
Tra le storie che ci piacciono di più ci sono sicuramente quelle che parlano di rivincite, di persone (prima ancora che giocatori) che riescono... La rivincita di Saul, il rinnegato del Real che fa sognare l’Atletico

Tra le storie che ci piacciono di più ci sono sicuramente quelle che parlano di rivincite, di persone (prima ancora che giocatori) che riescono a smentire quanti li avevano etichettati come falliti, ribaltando giudizi superficiali o semplicemente troppo affrettati. Oggi parleremo di Saul Niguez, un ragazzo del 1994 che fino a pochi anni fa guardava il suo Atletico in televisione, mentre ora rischia seriamente di condurlo dritto alla finale di Champions League.

Nato ad Elche, nella Comunità Valenciana, come molti giovani iberici Saul viene notato dagli osservatori del Real Madrid, e a 11 anni si trasferisce nella capitale per giocare nelle giovanili dei Galacticos. Per un ragazzo di provincia però non è facile ambientarsi in una realtà metropolitana a lui del tutto estranea, tanto più se i compagni d’allenamento non facilitano le cose. Come raccontato dallo stesso Saul in un’intervista al Mundo Deportivo, il ragazzo diventa velocemente vittima di diversi episodi di bullismo: i compagni lo picchiano, gli rubano le scarpe e il cibo e per diverso tempo, minacciandolo, gli impediscono di passare per Valdebebas. Troppo per il giovane centrocampista, che dopo 2 anni di Real si trasferisce sulla sponda biancorossa di Madrid, l’Atletico allora trascinato dalla coppia Aguero-Forlan ma ancora lontano dai fasti dell’era Simeone.

Con la maglia dei Colchoneros le cose iniziano ad andare per il verso giusto, le grandi doti di Saul vengono apprezzate a tal punto che nel 2012 Diego Simeone, da neanche un anno sulla panchina dell’Atletico, ne fa il più giovane esordiente della storia dei materassai, a 17 anni e 108 giorni. Il Cholo sembra avere un debole per il giovane centrocampista, ma per fargli fare esperienza decide di mandarlo in prestito al Rayo Vallecano nella stagione 2013/14; non ancora ventenne, Saul diventa un perno imprescindibile del Rayo (salterà solo 4 partite, per squalifica e infortunio) e, giocando da mediano, mezzala e addirittura centrale difensivo, contribuisce in maniera decisiva alla salvezza del piccolo club madrileno.

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Il ritorno alla base nella stagione successiva e il progressivo inserimento nell’11 di partenza dell’Atleti è un passaggio naturale, così come l’esordio e il buon minutaggio in Champions League, ma probabilmente nessuno si aspettava di vedere Saul scendere in campo nel derby di ritorno contro il Real Madrid. A poco meno di 10 anni dall’inevitabile addio, il destino mette Saul di fronte al suo doloroso passato. Da “reietto” nella cantera del Real a pedina importante nell’Atletico; chi vede tutto questo come una bella rivincita non sa o non ricorda cos’è successo in quella partita.

Andiamo con ordine: in un Vicente Calderon gremito in ogni ordine di posto, l’Atletico dopo appena 10′ dal fischio d’inizio deve fare a meno dell’uomo simbolo Koke, costretto al forfait a causa di un infortunio. Simeone si volta verso la panchina, incrocia lo sguardo del ragazzo con la maglia numero 17 e gli fa cenno di scaldarsi velocemente, dato che a breve sarebbe entrato in campo. Minuto 18: Saul, appena sceso in campo, si inserisce nell’area di rigore del Real Madrid, mentre il terzino colchonero Siqueira mette in mezzo un cross al bacio. Il ragazzino che al Real veniva picchiato e umiliato vede la palla spiovere sulla sua testa, quindi salta e si avvita…

La vendetta è servita (l’Atletico vincerà poi per 4-0), ma la storia calcistica di Saul Niguez è appena cominciata. Nella stagione attualmente in corso ha già collezionato 44 presenze in tutte le competizioni e segnato ben 9 reti, venendo impiegato da Simeone ora come esterno di centrocampo ora come mezzala nel centrocampo a 3 o mediano in quello a 4. Mercoledì sera il ragazzo ha aggiunto un’altra pagina importante alla sua già entusiasmante carriera, segnando un gol da cineteca contro il Bayern Monaco nella semifinale d’andata di Champions League. Dove arriverà Saul? Speriamo il più lontano possibile, ovviamente continueremo a fare il tifo per lui.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11

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