La rinascita di Ivan Perisic La rinascita di Ivan Perisic
A quattro minuti dalla fine della partita di ieri contro lo Shakhtar Donetsk, con il risultato che sembrava ormai praticamente acquisito, Simone Inzaghi ha... La rinascita di Ivan Perisic

A quattro minuti dalla fine della partita di ieri contro lo Shakhtar Donetsk, con il risultato che sembrava ormai praticamente acquisito, Simone Inzaghi ha deciso di togliere dal campo Ivan Perisic e di lasciare spazio a Federico Dimarco.

In pochi, solo qualche mese fa, avrebbero immaginato quello che sarebbe successo al momento dell’uscita dal campo del croato: quasi tutti gli spettatori di San Siro si sono alzati in piedi e gli hanno tributato una standing ovation, più che meritata per l’egregio lavoro svolto dal numero 14 nerazzurro.

Una situazione che, al termine della stagione 2019/20, sembrava probabilmente fantascienza.

Nell’estate del 2019 Antonio Conte era arrivato a Milano, e aveva avuto più di qualche dialogo faccia a faccia con Ivan Perisic per capire quale sarebbe potuto essere il suo contributo alla causa. Il modulo del nuovo allenatore nerazzurro era noto a tutti: l’Inter avrebbe giocato con il 3-5-2, uno schema che chiede parecchia corsa e parecchio sacrificio a chi deve percorrere le corsie esterne.

Sul finire del mercato, una volta capito che per il croato non ci sarebbe stato probabilmente posto, arrivò l’offerta del Bayern Monaco, prestito annuale con diritto di riscatto. Ma al termine di quella strana e allungata stagione che è stata il 2019-20, i bavaresi decisero di non esercitare quel diritto, e di rimandare Perisic a Milano.

È stato probabilmente quello il momento in cui qualcosa è cambiata.

I dialoghi tra Conte e Perisic sono tornati a farsi fitti e intensi. E forse l’allenatore nerazzurro è riuscito a toccare le corde giuste, perché il croato, alla fine, è diventato davvero l’esterno sinistro che Conte chiedeva, ha migliorato la sua attitudine difensiva e il suo spirito di sacrificio, ha cominciato a macinare chilometri e a diventare anche un punto di riferimento per lo sbocco offensivo della manovra.

Così, quando Conte ha lasciato il posto a Simone Inzaghi, il nuovo allenatore dell’Inter si è ritrovato tra le mani un giocatore sempre più importante per le sue dinamiche di squadra. E quest’anno, visto che anche Inzaghi sfrutta molto il lavoro degli esterni di centrocampo, Perisic sembra aver fatto un ulteriore salto di qualità, tornando il giocatore determinante che era stato fino a qualche anno fa e ritrovando soprattutto quella continuità che in passato gli era mancata ed era stata un po’ il suo tallone di Achille.

Il suo rapporto con il pubblico nerazzurro è sempre stato piuttosto particolare, vuoi perché il suo carattere non è quello – per fare l’esempio di un connazionale – espansivo e istrionico di Brozovic, vuoi perché spesso, quando non è in giornata, le sue prestazioni sembrano essere forse più pigre di quanto effettivamente non siano. Ma dopo le ultime performance, dopo la grande partita di ieri e dopo quella standing ovation di cui abbiamo parlato in apertura, le cose sembrano essere davvero cambiate, e il legame tra il pubblico di San Siro sponda Inter e l’esterno croato sembra essere diventato un pochino più stretto.

Fino a un paio di mesi fa, con il contratto in scadenza, l’addio a fine stagione sembrava inevitabile. Adesso Simone Inzaghi e l’Inter non vogliono perdere questo Perisic, e anche il croato non vuole forse spezzare questo filo magico che potrebbe averlo riportato ad alti livelli. L’obiettivo, nei prossimi mesi, sarà quello di venirsi incontro e limare le rispettive richieste, per prolungare un rapporto che forse non è mai stato così fruttuoso.