La resilienza: Sinisa Mihajlovic La resilienza: Sinisa Mihajlovic
Lasciate stare il senso dato al termine “resilienza” sdoganato sui social da personaggi alquanto discutibili. In questa storia non ci saranno balletti circondati da... La resilienza: Sinisa Mihajlovic

Lasciate stare il senso dato al termine “resilienza” sdoganato sui social da personaggi alquanto discutibili. In questa storia non ci saranno balletti circondati da belle donne. In questa storia, racconteremo la vita, nella sua forma più infima e vigliacca. 

La capacità di trarre dalle avversità incontrate lungo il cammino un potenziamento è stata spiegata in modo esemplare nella prima giornata di campionato, su una panchina nello stadio Bentegodi di Verona. 

Su quella panchina, a fare il proprio lavoro, a prendere a cazzotti gli ostacoli della vita vi era seduto un uomo di nome Sinisa Mihajlovic. L’uomo prima dell’allenatore e una lezione di vita prima di una partita di calcio. Nella gara del suo Bologna contro il Verona, il calcio è stato solo un mezzo qualsiasi per rituffarsi almeno per novanta minuti dentro la normalità. Quella che spesso diamo per scontato, senza neanche renderci conto che siamo foglie in balia del vento e che da un momento all’altro a prescindere dalla nostra volontà, tutto potrebbe cambiare. 

Quindi: al diavolo le terapie, le nausee, le lunghe giornate d’attesa e le camere d’ospedale. Vi era solo un prato verde, in una serata umida di fine agosto, con l’adrenalina che ti scorre nelle vene per una partita da vincere. Sinisa Mihajlovic era lì, nascosto da un berretto, con la faccia scavata dalla malattia ma con l’orgoglio negli occhi di essere quello che sei, sempre. 

Perché quando la vita ti prende a schiaffi, non puoi far altro che reagire e prenderla a pugni. 

Sinisa Mihajlovic ieri sera non era l’allenatore del Bologna, o meglio, si lo era. Per noi che lo abbiamo guardato da fuori con occhi attenti, scrutandolo in ogni suo movimento, è stato e sarà un esempio di dignità. 

La resilienza in fondo è questa cosa qua. È una reazione, una riorganizzazione positiva naturale, insita in ognuno di noi, in seguito ad eventi stressanti o traumatici. L’uomo venuto in Italia dalle Ex-Jugoslavia tanti anni fa, ha dimostrato a tutti cosa vuol dire combattere e non arrendersi. Senza strafare, senza voler per forza di cosa apparire, ma semplicemente facendo il proprio lavoro. 

E’ stata una lezione che non dimenticheremo, un modo di vivere a pieno, nonostante tutto, che deve far riflettere. Lo sapevamo già, lo sapevamo da tanto che il calcio non è solo un gioco, ma sa essere molto, molto di più. 

In quel viso pallido per forza di cose, si è intravista chiaramente tutta la voglia di vivere del mondo. Di uno che ha trascorso la giovinezza sotto le bombe di una guerra fratricida. Una persona che fin qua ne ha viste e superate di tutti i colori. Noi saremo sempre dalla parte di tutti i Sinisa Mihajlovic di turno, di quelli che a testa alta e con il petto in fuori cercano ogni santo giorno di dare un senso a tutto quello che molto spesso ci sfugge. 

L’aveva promesso ai suoi giocatori, l’aveva promesso ai suoi ragazzi che ci sarebbe stato. Le promesse sono una cosa tremendamente seria e vanno mantenute sempre, costi quel che costi. Sul campo il Bologna non è andato oltre il pareggio per uno a uno, in una gara che forse poteva e doveva vincere. Ma va bene così, 

perché, ieri sera vi era un uomo che stava giocando una partita parallela più importante e che al momento al di la dei bollettini medici lo vede in vantaggio venti a zero contro la malattia. 

Forza Sinisa, noi siamo stati e saremo sempre dalla tua parte. 

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo

Related Posts

Sinisa Mihajlovic, il condottiero serbo

2019-05-21 15:28:25
delinquentidelpallone

18

Sinisa Mihajlovic: chi sei davvero?

2017-02-20 11:43:46
pagolo

18

Il coraggio di Sinisa

2016-12-11 16:31:42
delinquentidelpallone

18

A Parma è scoppiato il caso Karamoh

2019-09-18 07:27:16
delinquentidelpallone

8