La rapida ascesa di Hamza Choudhury (e del suo cespuglione) La rapida ascesa di Hamza Choudhury (e del suo cespuglione)
Se avete seguito un paio di partite del Leicester in Premier League nelle ultime settimane, avrete sicuramente notato che in mezzo al campo, tra... La rapida ascesa di Hamza Choudhury (e del suo cespuglione)

Se avete seguito un paio di partite del Leicester in Premier League nelle ultime settimane, avrete sicuramente notato che in mezzo al campo, tra gli uomini in blu, ha fatto la sua comparsa un ragazzo che si fa notare – e anche parecchio – soprattutto per quello che ha in testa.

No, non stiamo parlando delle sue strane idee o delle sue illuminazioni in campo: stiamo parlando proprio dei suoi capelli, e in particolare del cespuglio di capelli ricci, folti e neri che Hamza Choudhury si porta dietro.

Da qualche settimana, il ventunenne centrocampista del Leicester sembra essere diventato indispensabile per la squadra e Claude Puel sembra già non poterne fare a meno.

Eppure, Choudhury ha giocato la sua prima partita di quest’anno in Premier solamente dieci giorni fa, nella clamorosa vittoria del Leicester contro il Chelsea. Da quel momento, con la squadra che è passata al 4-5-1, è rimasto titolare inamovibile, e ha messo insieme delle prestazioni di assoluto livello, tali da convincere il suo allenatore a farne di lui un punto fermo del Leicester del futuro, almeno quello prossimo.

Anche perché, con Hamza Choudhury in campo, il Leicester ha vinto tutte e tre le partite disputate, e mica contro avversari banali: Chelsea, appunto, ma anche Manchester City e, nella sfida di ieri, Everton. Anche e soprattutto per merito delle prestazioni tutta sostanza, energia e personalità del giovanotto.

Choudhury è espressione di un meltin’ pot abbastanza particolare: padre di Grenada, madre originaria del Bangladesh, nato e cresciuto in Inghilterra. Ha cominciato a giocare a sette anni nell’Academy del Leicester, per poi andare in prestito al Burton Albion, prima in League One e poi in Championship, salvo trovare spazio in prima squadra – per diversi spezzoni di partita – già nella stagione 2017/18.

Quest’anno, come detto, aveva cominciato lontano dalle prime posizioni delle gerarchie, ma da qualche settimana Puel ha puntato su di lui, e il ragazzo ha risposto presente.

In campo dimostra personalità da vendere, è un mediano che si dedica a mettere in campo intensità, a recuperare palloni e a spezzare la manovra avversaria, ma con il pallone tra i piedi sa assolutamente il fatto suo.

Non lo vedremo mai segnare caterve di reti, probabilmente: fin qui, nelle 100 partite disputate in carriera, ha segnato solo una volta, nel campionato riserve.

Ma l’impressione è che da qui a fine anno lo vedremo sempre più protagonista in campo, lui e il suo cespuglione nero in testa.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro