La prossima finale di Champions League, quella di Kiev tra Real Madrid e Liverpool, metterà di fronte due squadre con grandissima tradizione, due big...

La prossima finale di Champions League, quella di Kiev tra Real Madrid e Liverpool, metterà di fronte due squadre con grandissima tradizione, due big del calcio europeo.

Ma, per quanto riguarda la storia recente, il pronostico sembrerebbe essere tutto dalla parte del Real Madrid di Zidane, seriamente intenzionato a entrare nella storia vincendo la terza Champions League consecutiva, dopo quelle conquistate contro Atletico Madrid e Juventus.

Per il Liverpool di Klopp, invece, sembra essere l’approdo di un percorso cominciato nel 2015, quando l’allenatore tedesco prese il posto di Brendan Rodgers sulla panchina dei Reds.

Al termine della sua prima stagione in Inghilterra, l’allenatore tedesco raggiunse la finale di Europa League, poi persa 3-1 contro il Siviglia, che con quella vittoria si aggiudicò – guarda il destino – il trofeo per la terza volta consecutiva.

Ma, al termine di quella partita, Jurgen Klopp pronunciò delle parole che ora suonano quasi come una profezia.

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I suoi giocatori avevano ancora in circolo la delusione per una finale persa, dopo essere anche andati in vantaggio. Klopp lasciò trascorrere due ore, poi radunò i suoi giocatori, e cominciò così il suo brevissimo discorso: “Due ore fa vi sentivate di me**a, lo capisco. Ora spero che vi sentiate tutti un po’ meglio. Questo è solo l’inizio per noi, giocheremo tante altre finali“.

Parole che, all’epoca, potevano suonare solo come una magra consolazione. Ma che invece, dopo nemmeno due anni, si sono trasformate in realtà.

Il Liverpool, all’epoca, era comunque molto diverso da quello attuale. Molti protagonisti sono gli stessi, ma l’aggiunta di due come Salah e Mané, oltre alla partenza di Coutinho, hanno radicalmente trasformato la squadra, che ora si giocherà la Champions nella battaglia di Kiev.