La prima di Ronaldinho al Camp Nou: la partita iniziata a mezzanotte La prima di Ronaldinho al Camp Nou: la partita iniziata a mezzanotte
Il calcio moderno ci ha ormai abituato a partite a orari strambi, all’ormai tradizionale spezzatino e a gare giocate durante il pranzo, la merenda,... La prima di Ronaldinho al Camp Nou: la partita iniziata a mezzanotte

Il calcio moderno ci ha ormai abituato a partite a orari strambi, all’ormai tradizionale spezzatino e a gare giocate durante il pranzo, la merenda, la cena.

Ma una partita come questa, forse, non si giocherà mai più.

La partita in questione è passata alla storia con il nome di “partido de gazpacho“, e, sì, è cominciata ad un orario inusuale anche per gli stravaganti dettami del calcio odierno.

La mezzanotte era passata da cinque minuti, e il Camp Nou, nonostante l’orario balordo, ribolliva di 85.000 anime decisamente sveglie e vibranti, in attesa di qualcosa di speciale.




Già, perché se si decide di giocare una partita alle 00.05 della notte tra un martedì e mercoledì di settembre, deve esserci un motivo valido. Un motivo più che valido.

E quel motivo, in quella notte del 3 settembre 2003, aveva un nome ben preciso: Ronaldo de Assis Moreira, in arte Ronaldinho. In quell’estate, il Barcellona aveva portato in Catalogna il fantasista brasiliano del PSG, per rispondere all’acquisto da parte del Real Madrid di un altro Galactico, David Beckham.

Ronaldinho aveva già fatto il suo esordio in maglia blaugrana, in trasferta a Bilbao contro l’Athletic. Ma, per colpa della pausa nazionali, il suo debutto al Camp Nou rischiava di slittare. L’incontro tra Barcellona e Siviglia era in programma di mercoledì, ma di mercoledì era prevista anche la partenza dei calciatori sudamericani per gli impegni con le nazionali. Obbligatoriamente.

Insomma, se la partita si fosse giocata di mercoledì, i tifosi del Barcellona avrebbero dovuto aspettare ancora qualche settimana per vedere all’opera il loro nuovo gioiello. Il Barcellona chiese al Siviglia di giocare il martedì, gli andalusi risposero che no, non era proprio il caso.

Insomma, doveva pur esserci un modo, un’idea, per far giocare Ronaldinho al Camp Nou quella maledetta partita. E, forse, un modo c’era. E non bisognava nemmeno spostare la partita al martedì, si poteva giocare di mercoledì e poi, sempre di mercoledì Ronaldinho sarebbe potuto partire per il Brasile.

Così, quando il Barcellona propose di giocare la partita alle 00.05 di mercoledì, il Siviglia (anche grazie al benestare della Liga) non poté fare nulla per opporsi. E quello fu l’inizio di una delle storie più incredibili del calcio spagnolo, quello della prima notte di Ronaldinho in blaugrana.

I tifosi cominciarono ad assiepare gli spalti del Camp Nou dalle prime ore del pomeriggio, anche grazie ai gentili e generosi omaggi del Barcellona: museo gratuito, spuntini, dolci e cioccolato offerti gratis sugli spalti e nello stadio.

Esattamente a mezzanotte e cinque minuti, e quindi esattamente di mercoledì, il signor Carlos Megía Dávila diede il fischio di inizio. E quella notte, da particolare, si trasformò in storia. Il Siviglia, tutto sommato, dopo le proteste iniziali, aveva potuto schierare in campo la sua miglior squadra, con tanto dei suoi brasiliani, per dire, Dani Alves e Julio Baptista.

Ronaldinho indossò finalmente la maglia blaugrana, in una notte che nessuno avrebbe mai più dimenticato.




Al minuto 58 della ripresa – quando gli orologi segnavano l’1.30 del mattino! – Ronaldinho decise di regalare agli 85.000 del Camp Nou un motivo per imprimere quella notte nella memoria, anzi, nella storia.

La scena è di quelle indimenticabili, quasi da film.

Il numero 10 blaugrana prende la palla pochi metri dietro la linea del centrocampo. Accelera, cambia passo, e va via a due avversari, lasciati dietro come birilli inermi. Arriva sulla trequarti del Sviglia, una decina di metri abbondanti dietro la linea dell’area di rigore. Davanti a lui ci sono altri 5 difensori, e la porta è solo un miraggio lontano.

Ma se 85.000 persone avevano deciso di rimanere sveglie, quella notte, anche se magari il giorno dopo sarebbero dovute andare a lavorare, bisognava ripagarle con qualcosa di speciale. Ronaldinho, da distanza siderale, lascia partire un destro micidiale che picchia contro la traversa. Il rumore del legno riecheggia nella notte insonne di Barcellona, e poi il pallone si infila in rete.

È la magia che tutti aspettavano, è il primo gol di Ronaldinho in maglia blaugrana, e, a fine anno, sarà anche il gol più bello della stagione in Liga.

Un gol segnato all’1.30 del mattino, quando di solito si dorme. Ma Ronaldinho, quella notte, era il motivo per cui tutti erano rimasti svegli, e in un certo senso il copione fu davvero perfetto.

Il Barcellona non vinse quella partita, perché quello, in realtà, era solamente il gol dell’1-1, quello che pareggiava il rigore segnato da Reyes a inizio partita. Ma quel giorno, il Barcellona uscì definitivamente dal buio in cui era finito (l’anno prima era arrivato sesto in campionato, un vero disastro) e quel gol di Ronaldinho, in quella notte indimenticabile, può essere visto anche come l’inizio degli anni ruggenti del grande Barcellona.

Ronaldinho, dopo la partita, poté correre all’aeroporto, e partire per il Brasile.

Di quella notte, in fondo, non se ne sarebbe dimenticato più nessuno.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro