La pazza domenica di Mauro Icardi La pazza domenica di Mauro Icardi
Chissà se, rientrando negli spogliatoi al termine di questo pazzo pomeriggio, lo avrà già maledetto, quel sospirato libro, Maurito Icardi. Certo, per come funziona oggi... La pazza domenica di Mauro Icardi

Chissà se, rientrando negli spogliatoi al termine di questo pazzo pomeriggio, lo avrà già maledetto, quel sospirato libro, Maurito Icardi. Certo, per come funziona oggi il mondo, con il “purché se ne parli” che sembra farla da padrone, non è detto che, per il libro e per chi lo vende, tutto questo sia un male. Ma una certezza c’è: al Mauro Icardi calciatore tutta questa baraonda non ha fatto per niente bene.

Perché forse i calciatori dovrebbero avere la fortuna di poter pensare solo al campo. Nel caso di Icardi, mettere nel mirino la porta e concentrarsi su quella. Tutto quello che c’è fuori, quello che finisce sulle copertine di giornali, riviste, e appunto libri, dovrebbe essere qualcosa in più, in un mondo normale. E’ qui che nasce la pazza domenica di Maurito.

L’antefatto: nel già discusso libro di Icardi, la sua biografia, c’è ovviamente qualche pagina dedicata allo scontro della scorsa stagione tra il numero 9 dell’Inter e i tifosi nerazzurri, durante la trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Uno scontro che sembrava archiviato ma che, rivangato dalle parole controverse dell’argentino, è prepotentemente tornato a galla in questi giorni.

E le polemiche non sono mancate: accusa della Curva Nord, replica di Icardi, scontro che diventa totale nel prepartita di Inter-Cagliari, tra striscioni, cori e fischi. E Javier Zanetti che annuncia provvedimenti nei confronti dell’attaccante. Insomma, non certo il coronamento ideale di una settimana in cui Mauro aveva firmato il rinnovo di contratto con l’Inter e sembrava pronto a prendersi definitivamente la leadership della squadra. Una nuova crepa, una nuova frattura che proprio non era necessaria, che non fa bene a nessuno. Ma quello che sarebbe successo dopo, era ancor più difficile da immaginare.

Nemmeno nei peggiori incubi, forse. Il momento della verità, quello che potrebbe essere davvero raccontato in un romanzo, arriva al 26′ del primo tempo. Bruno Alves decide di regalare un rigore all’Inter colpendo Icardi a palla lontana. Sul dischetto, naturalmente, si presenta il numero 9 nerazzurro. Era difficile immaginare che quel pallone potesse finire in altre mani, conoscendo il carattere del ragazzo. Era lui, e soltanto lui, che doveva prendersi la responsabilità di quel tiro.




Mauro, in quel pallone, ci vede già il riscatto. La vendetta. Una rabbia da urlare in faccia ai suoi tifosi, per quanto strano possa sembrare. O, chi lo sa, magari una proposta di pace. Di sicuro, Mauro Icardi, a tutto pensava tranne che a come battere quel rigore. All’angolo da scegliere, a dove si sarebbe tuffato Storari, a come colpire il pallone. E, infatti, come se fosse tutto parte di un copione già scritto, l’argentino ha colpito malissimo la sfera. Dimostrando che la sua testa era ovunque tranne che su quel dischetto.

Basta un attimo per far diventare tutto surreale. San Siro reagisce in mille modi. Fischi. Applausi di incoraggiamento. Qualcuno, addirittura, esulta. Insomma, non proprio l’atmosfera migliore in cui provare a tornare a vincere dopo lo stop contro la Roma. La partita, a un certo punto, sembra anche mettersi bene per l’Inter, con il primo gol in nerazzurro di Joao Mario.

Ma se credete che sia finita qui, non conoscete l’Inter e la sua anima. Perché se l’inno ufficiale di questa squadra si chiama “Pazza Inter“, un motivo deve esserci. E c’è. Melchiorri si inventa il gol del pareggio con un improbabile assist di tacco, penetrando in mezzo alla difesa dell’Inter come un coltello nel burro. E poi Samir Handanovic si butta praticamente in porta il gol del 2-1 per i sardi. Incredibile, ma non troppo.

Perché in una giornata del genere, l’epilogo non poteva che essere scontata. Perché in fondo, nonostante tutti gli sforzi, il romanzo del campo sarà sempre più imprevedibile di ogni titolo in vendita sugli scaffali delle librerie. Anche se si tratta del libro di Mauro Icardi.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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