La partita di Marco Verratti contro il Barcellona La partita di Marco Verratti contro il Barcellona
Ci sono partite che possono chiudere un ciclo e aprirne un altro, partite che di solito fanno rumore e diventano un simbolo. La lezione... La partita di Marco Verratti contro il Barcellona

Ci sono partite che possono chiudere un ciclo e aprirne un altro, partite che di solito fanno rumore e diventano un simbolo.

La lezione dovremmo averla imparata qualche anno fa, quando, dopo il 4-0 di Parigi, il Barcellona ribaltò tutto al Camp Nou nella storica remuntada, e si rialzò dopo che in tanti lo avevano dato per finito. Quindi, per scrivere l’ultima parola c’è ancora tempo.

Stavolta, però, le cose sembrano davvero diverse, e non solo perché l’impresa, stavolta, il Barcellona dovrà farla lontano da casa.

A raccontare una squadra che sembra ormai vicina al collasso, sportivo e non, sono le facce dei giocatori simbolo, lo sconforto di Messi, di Piqué, di Busquets di fronte a una disfatta che può davvero segnare la fine dell’epoca blaugrana, insieme al possibile (probabile, a questo punto) addio della Pulce in estate.

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Immaginare una rimonta del Barcellona al ritorno, stavolta, sembra davvero fantascienza, e se dovesse succedere, bé, sarebbe qualcosa di ancora più storico di quella remuntada del 2017.

Ieri sera, al Camp Nou, il PSG – senza Di Maria e Neymar – ha letteralmente banchettato. Il protagonista, il padrone assoluto, è stato Kylian Mbappé, autore di una tripletta da sogno, una di quelle notti che quando il giovane francese scriverà la sua autobiografia meriteranno un capitolo a parte.

Ma ai più attenti non è sfuggita la prova d’autore di un altro giocatore speciale, al quale siamo particolarmente affezionati: Marco Verratti, bien sûr.

Quello che salta immediatamente agli occhi è l’assist d’autore per il pareggio del PSG. Un tocco morbido, elegante, di classe, per liberare Mbappé in area. Quello che invece bisogna andare a cercare come una perla è il resto della partita. Una partita in cui Verratti ha sempre dettato i tempi della manovra, in cui ha cercato i compagni e ha messo in imbarazzo due giocatori mica banali come Busquets e de Jong.

Insieme a Paredes, con Gueye a fare il disturbatore, è stato il demiurgo del centrocampo parigino. Chirurgico in fase di impostazione (57/63 passaggi completati, 5/6 dribbling riusciti), fastidioso quando la palla ce l’avevano gli altri (6/13 contrasti vinti, 3 falli), una partita da protagonista in tutte e due le fasi, la cerniera tra la difesa e l’attacco.

Un giocatore che a Pochettino, per sviluppare la sua idea di gioco, servirà parecchio. E che anche noi italiani, a immaginarlo con una maglia azzurra addosso, speriamo di conservare in queste condizioni fino alla prossima estate.

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