La partita (a cui nessuno ha dato peso) che poteva cambiare la storia di queste qualificazioni Mondiali La partita (a cui nessuno ha dato peso) che poteva cambiare la storia di queste qualificazioni Mondiali
Sia chiaro, non è un modo per cercare scuse, né per dare alibi o giustificazioni ai protagonisti dell’indegno spareggio contro la Svezia. Non segnare... La partita (a cui nessuno ha dato peso) che poteva cambiare la storia di queste qualificazioni Mondiali

Sia chiaro, non è un modo per cercare scuse, né per dare alibi o giustificazioni ai protagonisti dell’indegno spareggio contro la Svezia.

Non segnare nemmeno un gol a degli avversari organizzati ma sicuramente inferiori tecnicamente è una colpa che forse non perdoneremo mai a chi è sceso in campo e a chi li ha mandati in campo.

Ma, c’è un ma.

Ed è, in fondo, anche un piccolo simbolo di come il calcio in Italia a volte sia vissuto con superficialità, senza cura per i piccoli particolari che possono diventare poi macigni.




Di cosa stiamo parlando? Di una partita giocata il 16 giugno 2015 a Ginevra e che, con il senno di poi, avrebbe potuto cambiare il corso di queste qualificazioni ai Mondiali.

Sulla panchina della Nazionale c’era ancora Antonio Conte, dovevano ancora giocarsi gli Europei del 2016, che avrebbero dimostrato l’ottimo lavoro dello stesso Conte.

La partita? L’amichevole tra Italia e Portogallo. Il valore di quella partita? Sulla carta nullo, ma è qui che entrano in gioco i dettagli. Quella partita era importante, fondamentale, per quella diavoleria chiamata ranking e il cui funzionamento forse non abbiamo ancora ben compreso.

Vincendo quella partita, l’Italia sarebbe stata inserita nella prima fascia del sorteggio per le qualificazioni mondiali. E, analizzando la cosa con il senno di poi, avrebbe evitato di pescare la Spagna nel suo girone.

Come finì? 1-0 per il Portogallo, gol di Eder, che qualche mese dopo avrebbe risolto anche la finale degli Europei. E Italia in seconda fascia nel sorteggio per le qualificazioni Mondiali, soprattutto.

Che squadra schierammo, quella sera? Questa.

Italia (4-3-3): Sirigu, De Sciglio (73′ Pasqual), Ranocchia, Bonucci, Darmian ; Soriano (58′ Vazquez), Pirlo, Bertolacci (76′ Parolo); Candreva (65′ Gabbiadini), Immobile (73′ Matri), El Shaarawy (68′ Sansone). A disp.: Padelli, Moretti, Acerbi, Astori, Marchisio, Pellé, Bonaventura. All. Conte

Questa, invece, la formazione schierata da Fernando Santos.

Portogallo (4-3-3): Beto; Vieirinha (46′ Cedric Soares), Bruno Alves (59′ Daniel Carrico), Jose Fonte , Fabio Coentrao (24′ Eliseu); Joao Moutinho, Danilo, Tiago (46′ Adrien Silva); Quaresma (86′ Pizzi), Eder , Varela (76′ Nani). A disp.: Rui Patricio, Antony Lopes, Ricardo Carvalho. All. Fernando Santos

Lo ripetiamo, nessuna scusa, si poteva andare ai Mondiali anche battendo la Svezia. Di certo, potendo tornare indietro al giugno del 2015, siamo sicuri che giocheremmo quell’amichevole con il Portogallo con la stessa superficialità?

Forse, con una vittoria quella sera, avremmo pescato un girone più semplice, e ci saremmo qualificati senza nemmeno passare dagli spareggi. Forse, chi lo sa.

Con i se e con i ma non si fa la storia, ma magari, almeno, ci servirà di lezione per il futuro.