La battuta è forse scontata, e il titolone ad effetto fin troppo facile: nemo propheta in patria, ma Hernanes forse sì. Perché – giochi...

La battuta è forse scontata, e il titolone ad effetto fin troppo facile: nemo propheta in patria, ma Hernanes forse sì.

Perché – giochi di parole a parte – il centrocampista brasiliano sembra davvero essersi ritrovato, e sembra averlo fatto nel luogo più scontato in cui un avvenimento del genere può avvenire: a casa sua.

Gli ultimi mesi, anzi, fate pure gli ultimi anni, erano stati abbastanza tormentati per Hernanes: dopo l’exploit alla Lazio, stagioni difficili all’Inter prima e alla Juventus poi: sarà per colpa di quel viso sempre tendente al triste, sarà per un fisico diventato con il tempo sempre più macchinoso, sarà per tutto quello che volete.

Hernanes lentamente si è spento, lentamente è finito ai margini: a febbraio era finito in Cina, ma l’avventura con l’Hebei China Fortune è durata una manciata di partite.

Quasi come un’ancora di salvezza, è arrivata la chiamata da casa: il São Paulo, qualche mese fa, ha deciso di puntare nuovamente su di lui, dopo averlo visto partire verso l’Europa nel 2010.

E, come d’incanto, Hernanes sembra aver ritrovato la magia, in un campionato in cui i ritmi non sono poi così importanti e un buon piede sarà sempre più decisivo di un buon fisico.

Sei partite giocate con la maglia del São Paulo, sei reti realizzate: sempre a segno, tranne nel match contro il Coritiba, in cui ha giocato solo 73 minuti.

Il primo gol segnato all’esordio, contro il Botafogo, il gol del pareggio a pochi minuti dal termine, prima che il São Paulo trovasse poi anche il gol del 4-3 al novantesimo. Una girata di rabbia e istinto che ha fatto capire a tutti che il Profeta stava tornando.

Poi, il rigore del momentaneo 2-1 contro il Bahia, che non è però servito ad evitare una sconfitta.

Nel 3-2, contro il Cruzeiro, una doppietta: una strepitosa punizione e il rigore a pochi minuti dal termine che regala la vittoria alla sua squadra.

Un altro rigore contro l’Avai, prima dell’ultimo sigillo, quello trovato ieri nella sconfitta contro il Palmeiras.

Il São Paulo, tra l’altro, non se la passa benissimo. Dopo 22 partite giocate si trova in zona retrocessione con 23 punti, in una classifica che, a dire la verità, è comunque ancora molto corta, e in cui 3 punti possono anche fare la differenza.

E sicuramente, il Profeta ritrovato può essere un’arma in più per poter raddrizzare una stagione partita male.