La notte in cui Ricardo divenne l’eroe del Portogallo La notte in cui Ricardo divenne l’eroe del Portogallo
Per tifosi e giocatori portoghesi, quello degli Europei del 2004 è un ricordo tutt’altro che dolce.  La beffarda sconfitta contro la Grecia, in casa,... La notte in cui Ricardo divenne l’eroe del Portogallo

Per tifosi e giocatori portoghesi, quello degli Europei del 2004 è un ricordo tutt’altro che dolce. 

La beffarda sconfitta contro la Grecia, in casa, in uno stadio che era già pronto per la festa, è rimasta a tormentare i sonni dei lusitani per parecchio tempo, almeno fino al 2016, quando il gol di Eder ha regalato quel trionfo continentale che era sfuggito in quella disastrosa notte del Da Luz nel 2004.

Prima di arrivare alle lacrime della finale, però, il Portogallo si era illuso, e aveva cullato la speranza di farcela per davvero. Superato il girone al primo posto, mettendosi alle spalle Grecia, Spagna e Russia, i lusitani incontrano ai quarti di finale l’Inghilterra, che aveva finito il suo gruppo al secondo posto.

Il 24 giugno 2004, al Da Luz, è spettacolo vero, un po’ meno per le coronarie dei tifosi: dopo tre minuti l’Inghilterra è già in vantaggio, con Owen che approfitta di una sbandata della difesa portoghese.

Dopo aver rischiato di prendere il secondo gol, pericolo scampato grazie all’intervento miracoloso di Ricardo, il Portogallo pareggia i conti a sette minuti dalla fine, con l’incornata decisiva di Helder Postiga, entrato in campo 8 minuti prima al posto di Figo. Si va ai supplementari, non prima di aver assistito al gol annullato a Sol Campbell per una carica sul portiere.

A 10 minuti dalla fine dei supplementari, Manuel Rui Costa, entrato nella ripresa, tira fuori dal cilindro un gol strepitoso: supera in dribbling un paio di difensori inglesi e poi tira una mina tremenda sotto la traversa, per il due a uno del Portogallo. Ma cinque minuti dopo, e a cinque minuti dalla fine della partita, Frank Lampard si trova tutto solo in area di rigore sugli sviluppi di un corner, e mette dentro il gol del 2-2 in girata.

Si va ai calci di rigore.

I calci di rigore sono il momento degli eroi, ed è qui che sale in cattedra Ricardo Alexandre Martins Soares Pereira, il numero uno del Portogallo, all’epoca in forza allo Sporting.

La sequenza dei tiri dal dischetto si apre subito con un colpo di scena. David Beckham tira alle stelle il suo calcio di rigore, regalando subito un piccolo vantaggio al Portogallo. Vantaggio vanificato dal terzo rigore portoghese, che Rui Costa spedisce ugualmente lontano dai pali. Così, dopo i gol di Hargreaves e Maniche, si prosegue a oltranza. Al sesto turno di rigori, segnano Ashley Cole e Helder Postiga (con un cucchiaio che fa perdere svariati anni di vita ai tifosi del Da Luz).

Il settimo calciatore inglese a presentarsi sul dischetto è Darius Vassell. L’attaccante inglese, mentre sta per prendere il pallone tra le mani, nota qualcosa di strano. Ricardo, il portiere portoghese, si è appena tolto i guantoni, e li ha lanciati via, lontano dalla porta. E come se fosse un segnale di guerra, Ricardo intuisce l’angolo del rigore di Vassell, e, a mani nude, lo para, regalando il match point alla sua squadra.

I calci di rigore sono il momento degli eroi. E così, in quel momento, tutti capiscono il motivo per cui Ricardo si era sfilato i guanti da portiere. Il numero uno del Portogallo prende il pallone e si presenta sul dischetto per il quattordicesimo rigore della serata. Ricardo guarda David James negli occhi, e poi parte all’improvviso, di corsa, con rabbia. Si avventa sul pallone e con un destro preciso spedisce il pallone all’angolino.

James intuisce, ma il pallone è proprio in quella zona buia in cui nessun portiere può arrivare per tempo, se il rigore è battuto bene. E Ricardo può correre, a braccia aperte, a festeggiare la sua notte da eroe, a celebrare il suo doppio miracolo.

Per il Portogallo, poi, il finale di quell’Europeo sarà indimenticabile, ma nel senso negativo del termine. Ma, almeno per quella notte, Ricardo fece impazzire di gioia una nazione, e per lui quella serata rimarrà un ricordo indelebile, forse il più bello della sua carriera.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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