La meraviglia di Riccardo Saponara La meraviglia di Riccardo Saponara
Il calcio, si sa, è fatto di attimi e di gesti tecnici che restano nella memoria di molti. Sabato sera, in un Lazio –... La meraviglia di Riccardo Saponara

Il calcio, si sa, è fatto di attimi e di gesti tecnici che restano nella memoria di molti. Sabato sera, in un Lazio – Sampdoria che sembrava ormai incanalato verso la vittoria in extremis in rimonta dei biancocelesti sui doriani, un ragazzo italiano di nome Riccardo Saponara ha deciso autonomamente di meravigliarci.

La Lazio aveva appena segnato il gol del vantaggio con il solito Ciro Immobile dagli undici metri, il minuto è il 97’ o giù di li, quando la Sampdoria che nel punteggio aveva condotto per lunghi tratti la gara, prova il famoso ultimo assalto nel tentativo disperato di portare a casa almeno un punto.

La palla della disperazione parte dalle retrovie, sulla sfera si avventa un ragazzo venuto dalla Polonia di nome David Kownacki che la sfiora di testa, la difesa della Lazio non è posizionata bene. Il pallone giunge sui piedi di Riccardo Saponara che sfrutta l’attimo e con un gesto tecnico meraviglioso, colpo di tacco al volo, che ai più ha ricordato un famoso gol di Ronaldo Luiz Nazario da Lima in un derby contro il Milan nel 1998, “uccella” Strakosha.

Il gol è di una bellezza disarmante, è il colpo di classe che solo chi ha calcio che gli sgorga nelle vene può realizzare. E’ un attimo di follia, tanto bello ed intenso da lasciare tutti per pochi secondi increduli a bocca aperta, incapaci di realizzare la portata di tale meraviglia.
E’ la rete che vale il due a due, l’esultanza, la corsa sfrenata e il relativo spogliarello di Saponara sono già divenute virali.

Riccardo Saponara è uno di quei giocatori dei quali un movimento come il calcio italiano ha tremendamente bisogno. Un movimento calcistico che negli ultimi anni si è arenato e crogiolato sulla tattica e che sempre meno ha dato spazio alla tecnica, all’istinto puro, al graffio del campione.

La carriera di Saponara, al momento, è un po’ lo specchio di tutto ciò. Giovane promessa all’Empoli, sedotto ed abbandonato dal Milan per poi ritornare in Toscana. Ancora ad Empoli, poi a Firenze dove le cose ancora una volta non vanno esattamente come devono. Stefano Pioli lo impiega con il contagocce, fino a quella tragica notte della scomparsa di Davide Astori.

Da li in poi, paradossalmente Riccardo Saponara come svegliatosi da un torpore – perché quando la vita ti prende a schiaffi non puoi far altro che reagire –  inizia a giocare con costanza, ritornando passo dopo passo sui livelli che aveva mostrato con la maglia azzurra dell’Empoli.
Fino all’estate scorsa, fino al trasferimento nella Sampdoria del Patron Ferrero e di Mister Marco Giampaolo. Allenatore che sta facendo del discorso della prevalenza tecnica su quella tattica, una vera e propria battaglia. L’inizio in maglia doriana per Saponara non è dei migliori, poche presenze e tanti infortuni.

Fino a sabato sera, fino a quando questo ragazzo nato in Romagna ha ricordato ha tutti la bellezza e a volte la semplicità di un gioco stupendo come quello del calcio.

Una palla che arriva dalle retrovie ed un colpo di genio piazzato lì, eternamente. Tanto per ricordare a tutti, se ancora ce ne fosso bisogno, che il calcio è dei calciatori. Ed è per vedere gesti tecnici come questo che la gente paga il biglietto ogni “maledetta” domenica per andare allo stadio, a godersi appunto uno spettacolo.

Riccardo Saponara è sicuramente alla ricerca di una maggiore continuità di prestazioni, con la speranza che anche gli infortuni lo lascino definitivamente in pace.

Intanto godiamoci la bellezza del suo gol che siamo certi in tanti ricorderanno anche tra qualche anno. Una rete che solo un personaggio così “maledetto” e tremendamente romantico, poteva regalarci.

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo

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