La magia delle Far Øer: pescivendoli e falegnami alla conquista dell’Europa La magia delle Far Øer: pescivendoli e falegnami alla conquista dell’Europa
Se ieri, per assurdo, tutta la popolazione delle Isole Far Øer avesse deciso di recarsi in trasferta in Grecia per seguire la propria nazionale... La magia delle Far Øer: pescivendoli e falegnami alla conquista dell’Europa

Se ieri, per assurdo, tutta la popolazione delle Isole Far Øer avesse deciso di recarsi in trasferta in Grecia per seguire la propria nazionale affrontare la squadra di Claudio Ranieri, quasi sarebbe entrata tutta nello stadio al Pireo. 49057 abitanti. A San Siro starebbero belli larghi. Al Maracanà faticherebbero a guardarsi negli occhi.

Ieri sera, Jóan Edmundsson ha scritto un’altra pagina della storia di questo piccolo arcipelago. Jóan Edmundsson è passato dal Newcastle, ma il campo di St.James’s Park non l’ha mai visto. Oggi, il suo campo di casa è lo stadio Gundadalur di Torshavn, dove gioca le sue partite l’HB Torshavn. Lo stadio non ha nemmeno un impianto di illuminazione, per cui gare in notturna non se ne possono disputare.

Edmundsson è uno dei pochi calciatori delle Isole Far Øer che hanno provato a fare del calcio la loro vita. Già, perchè nelle Isole Far Øer non è che si possa vivere di pallone. Non che ci siano grandi prospettive. Se ti va di giocare a calcio, alle Far Øer, devi accontentarti di un migliaio di euro al mese. Se sei un fenomeno. Oppure, arrangiarti a fare dell’altro. Frodi Benjaminsen, il capitano, per esempio, durante la settimana pialla il legno, smussa tavoli, sistema sedie. Fa il falegname. Poi capita che nel fine settimana debba prendere l’aereo e andare al Pireo a piallare la Grecia di Ranieri. Capita che carpentieri, insegnanti, pescatori, il venerdi debbano fare il borsone e andare a Bucarest, Budapest, Belfast, Helsinki, per affrontare le “grandi” del girone. Peccato che non ci siano squadre ancora più forti. Sai che soddisfazione ritornare a Torshavn con la maglia di Cristiano Ronaldo?

Lo stadio dove la Nazionale delle Far Øer disputa le sue partite ha duemila posti a sedere, più seimila in piedi. Ma il bello del calcio, la magia del calcio, è proprio questa. Che non ci sono milioni che contino, non ci sono stadi da cinquantamila posti che possano contare quanto il campo. E soprattutto, che la passione può tutto. Che la forza di volontà e il cuore messo in campo possono più di qualsiasi altra cosa. Anche se vieni da una nazione che sta a 320 chilometri dal lembo di terra più vicino e il tuo sangue è freddo come il vento gelido che ogni santo giorno spazza le isole Far Øer.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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