Se è vero che bisogna abituarsi e stare al passo con i tempi che, al giorno d’oggi, corrono velocissimi è altrettanto vero che la...

Se è vero che bisogna abituarsi e stare al passo con i tempi che, al giorno d’oggi, corrono velocissimi è altrettanto vero che la notizia che sta rimbalzando da qualche tempo a questa parte e che viene riportata oggi dal Finacial Times è di quelle destinata a far discutere.

In questi anni ci stiamo lentamente abituando al calcio spezzatino, dovuto principalmente ad esigenze commerciali e televisive, che fanno sì che alcune partite debbano essere collocate in fasce orarie non propriamente appetibili per tutti i tifosi, questo per massimizzare gli introiti provenienti in larga misura dal mercato estero (in particolare quello cinese).

Non era ancora successo, però, che alcune partite di un campionato (sia esso italiano, spagnolo, francese, tedesco o inglese) venissero giocate al di fuori del confine del paese che ospita il campionato stesso.

Immaginate ad esempio che, analogamente a quanto è accaduto per la finale di Supercoppa italiana dell’anno passato giocata a Doha, alcune partite della serie A si disputassero in America, piuttosto che in Cina.

E’ proprio quello che potrebbe accadere il prossimo anno nel campionato spagnolo: in particolare Real Madrid e Barcellona, le due squadre più blasonate della Liga, potrebbero disputare alcune partite di campionato in Cina o negli Stati Uniti.

Una proposta analoga era già stata fatta nel 2008 per quel che riguarda la Premier League ma era stata abbandonata per le proteste massive di tifosi e addetti ai lavori.

Per la Liga però potrebbe essere diverso, in quanto il presidente Javier Tebas si è già dichiarato molto favorevole a questa possibilità: “La Liga deve essere un intrattenimento globale, vogliamo far crescere l’appeal del nostro campionato anche al di fuori dei confini spagnoli. Per questo stiamo discutendo per disputare alcune partite del nostro campionato all’estero e sebbene siamo alle prime fasi di concertazione il nostro parere è sicuramente favorevole“.

In altri sport, come ad esempio la NBA e la NFL, il fatto di giocare alcune partite di regular season fuori dai confini americani è ormai, da qualche anno, la normalità: moltissimi appassionati europei che non hanno modo di andare negli Stati Uniti, possono in questo modo ammirare i propri idoli in Europa.

Voi cosa ne pensate? Favorevoli o assolutamente contrari? Scrivetecelo nei commenti.