Kobe Bryant, la settimana scorsa, ha annunciato il suo ritiro dal basket. Da quel momento, si sono moltiplicate iniziative, omaggi, proposte. L’ultima, in ordine...

Kobe Bryant, la settimana scorsa, ha annunciato il suo ritiro dal basket. Da quel momento, si sono moltiplicate iniziative, omaggi, proposte. L’ultima, in ordine di tempo, arriva dall’Italia, precisamente dalla Viola Reggio Calabria.

Cosa lega Kobe a Reggio? Il padre, Joe, ha giocato proprio con la maglia della Viola, e il piccolo Kobe, a otto anni, proprio in Italia muoveva i suoi primi passi nel mondo del basket. Oggi, da Reggio Calabria, è partita una toccante lettera per chiedere a Kobe di tornare a indossare la maglia della squadra reggina almeno un’altra volta.

Questo il testo della toccante lettera, accompagnata da una foto del giovanissimo Kobe con sulle spalle la maglia della Viola.

Ciao Kobe, la foto allegata è del 1986. Non c’è scritta alcuna didascalia ma se ce ne fosse una perfetta per quella foto reciterebbe ‘l’incredibile non è realizzare un sogno ma guardare la strada che ha dovuto fare quel sogno per diventare realtà’. C’è un predestinato inconsapevole che in quel momento è solo un bimbo di otto anni, orgoglioso della sua divisa marchiata Viola Reggio Calabria. Dietro di lui ci sono i due ‘bronzi di Riace’ della città: Kim Hughes e Joe Bryant. Jellybean Bryant è una delle leggende che hanno fatto la Storia, il mito della Viola; è il giocatore che ha realizzato il record ancora imbattuto di punti in una sola gara: 69. Dopo di loro, quei bronzi che hanno segnato un solco impensabile per una piccola realtà del profondo sud affacciata sul mare, sono passati grandi Campioni come Volkov, Garrett, Sconochini, Ginobili, Delfino e molti altri.

Ma la bellezza di quella Magia chiamata Famiglia Viola è in quel bambino con l’argento vivo addosso che dopo le gare nel piccolo Palasport Botteghelle già catturava l’ammirazione e la simpatia di tutto il popolo Viola. E mentre stupivi il mondo, Kobe, diventando Black Mamba, ‘the Basketball’, per noi sei rimasto quel bambino: il figlio di Reggio Calabria. Per tutta la sua storia lunga 49 anni, per ciò che hanno rappresentato i suoi simboli, i suoi campioni, i suoi figli, oggi la Viola continua a rappresentare l’orgoglio di tutta una regione, il riscatto sociale, l’espressione di ciò che di meglio sa produrre il suo popolo.

L’incredibile grandezza di ciò che tuo padre ha contribuito a creare e dentro cui sei cresciuto per qualche anno, non è solo una bella storia di amarcord ma è il presente concreto dei figli di quelle sue icone, che generazione dopo generazione stanno mettendo a disposizione della Viola quel DNA unico per continuare quella Storia magica. Non c’è angolo della tua città Kobe, dalla sabbia del lungomare di Gallico fino alle distese joniche, che non abbia respirato con il cuore pieno di orgoglio e la canottiera oro viola numero 24 la NBA, dal Draft del 1996 e fino all’ultimo secondo sul parquet del 2016 in cui non tratterremo le lacrime più dolci e amare che non sapevamo di avere.

Ci hai dato per venti immensi anni la misura di cosa può arrivare a fare il Basket, dalla riva di una spiaggia e fino a un deserto arido. Piccolo figlio di Reggio, immenso Kobe, sognare ad occhi chiusi tutto il chilometro più bello d’Italia che trabocca d’amore per te non costa nulla e non importa se rimarrà per sempre un sogno irrealizzabile, ci sono pochi che possono permetterselo. Questa immensa casa sul mare dello Stretto sarà sempre tua? Abbiamo un sogno troppo grande per essere vero? Forse lo stesso che non sapevi di avere in quella foto a otto anni? Ti vorremmo di nuovo a casa, a indossare i nostri colori, a rappresentare la nostra gente come ha fatto tuo padre prima di te. C’è una maglia Nero Arancio che ti aspetta con IL TUO nome sulle spalle ‘Bryant’. Un abbraccio piccolo Kobe, grande, infinito Artista del Basket. La Viola Reggio Calabria.