La heatmap di Suarez contro la Roma è bellissima (ma non per lui) La heatmap di Suarez contro la Roma è bellissima (ma non per lui)
Una delle chiavi della vittoria della Roma contro il Barcellona è stata la neutralizzazione dell’attacco dei catalani, che sono stati imbrigliati nelle maglie della... La heatmap di Suarez contro la Roma è bellissima (ma non per lui)

Una delle chiavi della vittoria della Roma contro il Barcellona è stata la neutralizzazione dell’attacco dei catalani, che sono stati imbrigliati nelle maglie della difesa giallorossa.

Luis Suarez e Leo Messi non sono riusciti a essere pericolosi come al loro solito, e non hanno portato quasi nessun pericolo alla porta difesa da Alisson, che è riuscito così a chiudere il match imbattuto.

In particolare, la partita dell’attaccante dell’Uruguay è stata quasi da fantasma, visto che i palloni toccati dal Pistolero sono stati pochissimi, e quasi nessuno in zona pericolo.

A raccontare le difficoltà di Suarez e di tutto il Barcellona è la sua heatmap – la grafica con le zone del campo in cui un calciatore è stato più attivo – che è quasi drammatica.

Infatti, la zona del campo in cui Suarez è stato più attivo nel match di ieri sera è quella del cerchio di centrocampo, dove il Pistolero si è dovuto recare per ben tre volte per rimettere in gioco il pallone dopo i gol della Roma…

Questo il beffardo quadro della partita di Suarez.

Analizzando tutti i palloni toccati da Suarez, invece, emerge la sua difficoltà nell’arrivare in zona gol.

33 i palloni toccati in totale dal numero 9 blaugrana, ma solo 3 di quei palloni sono stati toccati nell’area di rigore della Roma, e uno solo si è trasformato in un tiro verso la porta di Alisson.

Di quei 33 tocchi, in totale, solo 16 – meno della metà – sono arrivati nella metà campo della Roma, a dimostrazione della lontananza di Suarez dall’area di rigore avversario, territorio in cui diventa letale se servito bene.

Un piccolo miracolo, frutto anche dell’attenzione con cui Di Francesco ha preparato la partita, che però racconta anche delle difficoltà del Barcellona a creare gioco quando le condizioni si fanno più complicate e la tensione sale.