La domenica bestiale di Dario Zuparic La domenica bestiale di Dario Zuparic
Alzi la mano chi non ha mai vissuto una situazione del genere, da una parte o dall’altra della barricata. Il telefono che squilla, la... La domenica bestiale di Dario Zuparic

Alzi la mano chi non ha mai vissuto una situazione del genere, da una parte o dall’altra della barricata. Il telefono che squilla, la voce dell’allenatore dall’altra parte del telefono, la tua voce impastata da domenica mattina, reduce da troppi cocktail, troppi amari, troppo tutto. Una richiesta accorata, un favore quasi chiesto sotto voce. “Per favore, te la sentiresti di venire a giocare tra qualche ora? Ce ne manca uno e non sappiamo proprio chi chiamare“.

Ecco, dalla prima categoria in giù siamo sicuri che scene del genere siano ordinaria amministrazione, in squadre in cui arrivare a 11 è spesso impresa pari a quella di mettere insieme 3 passaggi di fila, in cui gli impegni familiari e lavorativi spesso superano per difficoltà quelli sportivi. Ma una cosa del genere, in Serie A, forse dovevamo ancora vederla. E ieri, nella ventesima giornata di campionato, non ci siamo fatti mancare nemmeno quella.

Il Pescara di Massimo Oddo, già in gravi difficoltà di classifica, è in trasferta a Napoli, in casa di una delle squadre più in forma del momento. Come a voler complicare ulteriormente la situazione, il destino decide di metterci un pizzico di sale. Guglielmo Stendardo, che era stato scelto da Oddo per guidare la difesa abruzzese, non si sente molto bene. Il termometro è impietoso: la febbre alta non gli permette di giocare.

Serve una soluzione, rapida.

Massimo Oddo alza la cornetta del telefono. Dall’altra parte c’è Dario Zuparic, difensore croato classe 1992, 6 presenze in campionato quest’anno, ma a Pescara già da qualche anno. Lui, in realtà, è a Pescara perché è quasi stato ceduto all’estero, in Turchia. Mancano solo i dettagli e non sarà più un giocatore del Pescara. Dario non ci pensa su un attimo, non è stato convocato per il match e forse avrebbe anche motivo di rifiutare, dicendo che non se la sente.

Alla fine prende le sue cose, sale in macchina e percorre le 3 ore che separano Pescara da Napoli in autostrada, da solo, fermandosi solo in autogrill a prendere una piadina per non arrivare al San Paolo a stomaco vuoto.

A Napoli si può anche perdere, ma oggi eravamo davvero in emergenza, quasi come in un film di Lino Banfi. Zuparic, che non era nemmeno convocato, si è messo in viaggio questa mattina con la sua macchina perché stanotte ho perso uno dei tre difensori a disposizione per febbre“.

Massimo Oddo





Dario arriva nello spogliatoio, indossa la maglia e, all’ultimo minuto, si presenta al centro della difesa a cercare di fermare Mertens, Insigne e Callejon, impresa difficile un po’ per tutti, ultimamente. Figuratevi per lui che questa partita immaginava di vederla in tv.

La partita del Pescara non sarà perfetta. Gli abruzzesi resisteranno per tutto il primo tempo, ma crolleranno sul colpo di testa di Tonelli a inizio ripresa. Fare punti al San Paolo era utopia, ma Dario Zuparic può uscire dal campo a testa alta. Lui, la sua partita, l’ha vinta quando è arrivato allo stadio.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

 

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