La cura Ballardini La cura Ballardini
Tre partite, tre gol, sette punti messi silenziosamente in cascina, uno scatto sulla zona retrocessione per mettersi alle spalle due squadre come cuscinetto prima... La cura Ballardini

Tre partite, tre gol, sette punti messi silenziosamente in cascina, uno scatto sulla zona retrocessione per mettersi alle spalle due squadre come cuscinetto prima dello spauracchio del terzultimo posto.

Anche stavolta la famosa Cura Ballardini, almeno per il Genoa, ha funzionato.

Come un vecchio stregone chiamato a mettere tutto a posto con un tocco magico, Davide Ballardini, dopo il disastroso Derby della Lanterna del 4 novembre è stato chiamato per compiere quella che ormai sembra essere diventata la sua missione, il suo vero lavoro: togliere dai guai una squadra messa male, togliere dai guai il Genoa.

Un po’ come il Saul Goodman di Breaking Bad, l’avvocato che tira fuori dai guai i suoi clienti utilizzando metodi ben poco ortodossi ma sicuramente funzionanti.




E con quella faccia dura, con quegli occhiali da sole scuri, e quella scorza dura e impenetrabile agli occhi dei più, Davide Ballardini sembra uscito proprio da una serie tv, o da un film di Tarantino.

I suoi metodi poco ortodossi sono il suo calcio un po’ all’antica, poco frizzante, molto efficace: di sicuro, filosoficamente meno spumeggiante di quello del suo predecessore Ivan Juric, di sicuro più incisivo. D’altronde, se Juric ha conquistato 6 punti in 12 partite, e Ballardini 7 in 3, ci sarà pure un motivo.

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Non significa certo che il calcio di Ballardini sia migliore di quello di Juric, sia ben chiaro; solo che, forse, per una squadra che deve salvarsi, non servono molti fronzoli, ma un comandante che abbia idee chiare e il timone ben saldo tra le mani.

Proprio come Davide Ballardini, che ha ridisegnato il suo Genoa compatto, chiuso a riccio, cinico. Due vittorie per 1-0 in trasferta, apprezzando il valore della sofferenza, e un pareggio rocambolesco contro la Roma, grazie anche alla follia di Daniele De Rossi.

Ieri, nelle interviste postpartita, hanno chiesto a Davide Ballardini il segreto del suo rapporto speciale con il Genoa, dove ogni volta arriva, tocca due ingranaggi, e mette a posto tutto. Lui ha guardato in camera, ha stretto gli occhi, e con il suo solito tono della voce ha sibilato: “Sono rustico e generoso come lo sono i genovesi“.

Tutto qui.

E, alla fine dei conti, è una spiegazione cinica, semplice ed efficace. Un po’ come il calcio di Davide Ballardini.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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