La crescita inarrestabile di Mohamed Salah La crescita inarrestabile di Mohamed Salah
Se guardate in cima alla classifica dei marcatori della Premier League non ci troverete Harry Kane o Alvaro Morata; non troverete neppure Romelu Lukaku... La crescita inarrestabile di Mohamed Salah

Se guardate in cima alla classifica dei marcatori della Premier League non ci troverete Harry Kane o Alvaro Morata; non troverete neppure Romelu Lukaku o Sergio Aguero: non troverete nessuno degli attaccanti più patinati che militano in quello che probabilmente si può considerare, attualmente, il campionato più importante a livello europeo.

Se guardate in cima alla classifica dei marcatori della Premier League troverete invece un calciatore egiziano, acquistato dal Liverpool in estate che bomber, in vita sua, non lo è mai stato.

Mohamed Salah è arrivato nel Merseyside via Roma, pagato una cifra piuttosto importante se è vero che i dirigente dei Reds hanno versato nelle casse del club giallorosso quasi 50 milioni di euro, bonus compresi. Una cifra che testimoniava già il valore importante del calciatore, che nonostante ciò si portava dietro una serie di interrogativi.

Sarà adatto al gioco fisico della Premier League uno così? Qualcuno, a tal proposito, ricordava il suo passato, nemmeno troppo remoto, quando venne fatto partire senza grossi rimpianti da un certo Josè Mourinho, all’epoca allenatore del Chelsea.

Un altro interrogativo era quello legato alla concretezza del giocatore, fenomenale quando si trattava di costruire l’azione creando superiorità numerica grazia alla sua incredibile accelerazione, un po’ meno quando era il momento di battere il portiere. Di gol, nei due anni romani, ne ha fatti parecchi ma altrettanto numerose sono le reti clamorosamente fallite a tu per tu con il portiere.

In molti però avevano intuito il fatto che nelle mani di Jurgen Klopp, uno che potrà avere tantissimi difetti ma la fase offensiva la cura come pochi altri al mondo, sarebbe potuto diventare un’arma letale. Un calcio, quello del tedesco, basato sulla riconquista quanto più rapida possibile del pallone e ripartenze fulminee che mirano al bersaglio grosso, senza troppe ragnatele di passaggi, in cui l’egiziano avrebbe potuto incastrarsi alla perfezione.

In pochi, pochissimi, e solo perchè dire nessuno non è mai cosa saggia, si sarebbero aspettati un inizio di stagione del genere: 20 gol in 25 partite giocate, dei quali 14 nelle ultime 14 gare disputate. Una vera e propria macchina da gol a cui bisogna aggiungere 5 assist, per gradire.

Era dai tempi di Ian Rush, non uno qualunque quando si parla di Liverpool, che un calciatore non raggiungeva quota 20 reti in così poco tempo. Non ci era riuscito Luis Suarez e nemmeno Fernando Torres, solo per citare due nomi, della storia recente, che hanno poi avuto una discreta carriera.

Come se non bastasse, nei giorni scorsi, Momo Salah ha ritirato anche il premio di giocatore africano dell’anno, assegnato alla BBC, davanti a gente del calibro di Aubameyang, Sadio Manè, suo compagno nei Reds, e Ryad Mahrez, che proprio la Roma aveva cercato in estate per rimpiazzare la partenza dell’egiziano.

Un premio arrivato per le prestazioni eccellenti in maglia Liverpool ma, soprattutto, per quanto fatto con la maglia della Nazionale egiziana, trascinata da leader ai Mondiali di Russia dopo 27 anni di assenza dalla manifestazione.

Il rigore decisivo realizzato al 95′ della partita contro il Congo, con un intero paese con il fiato sospeso, è stato indubbiamente uno dei momenti più emozionanti delle qualificazioni e lo ha ufficialmente coronato leader e profeta della Nazionale allenata da Hector Cuper.

Strano, certe volte, il destino: ad uno a cui veniva imputata la scarsa freddezza davanti al portiere viene consegnato il pallone più importante della storia di un paese, solo da spedire in rete. Senza seconde possibilità.

Quello è stato, con tutta probabilità, il momento decisivo per lo scatto a livello di maturità e consapevolezza del giocatore, che da quel momento in poi è sembrato una macchina perfetta.

La carriera di Momo, approdato in Europa al Basilea, poi passato al Chelsea per finire dirottato in Italia, prima a Firenze e successivamente a Roma, è stata un percorso di crescita costante, che qualsiasi calciatore dalle ottime potenzialità che si affacci al nostro calcio dovrebbe tenere bene a mente.

La scalata di Momo verso l’elite del calcio mondiale è stata caratterizzata indubbiamente da scelte non facili, dettate più dall’ambizione di diventare grande, nel minor tempo possibile, che non dal cuore, riservato solo ed unicamente alla maglia del proprio paese.

Quest’anno il Mohamed Salah ammirato a Liverpool si può tranquillamente definire un giocatore completo: versatile, cinico sotto porta, atleticamente devastante, in grado di fare la differenza con le sua capacità di accelerazione e progressione.

 

Jurgen Klopp lo sta utilizzando in quasi tutte le posizioni dell’attacco: a partire dal suo ruolo “naturale”, ossia l’esterno offensivo di destra, ma anche subito dietro la prima punta, quando non addirittura da prima punta stessa, ruolo che ha ricoperto con le caratteristiche uniche che lo contraddistinguono. Il tutto senza perdere minimamente di efficacia.

Ora la vera sfida per Momo Salah sarà quella di mantenere questo rendimento costante nell’arco dell’intera stagione, il che lo consacrerebbe ufficialmente a top player di livello mondiale. Il tutto aspettando l’estate in Russia, dove il numero 10 dei faraoni è chiamato a caricarsi sulle spalle il peso di un’intera Nazione.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo

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