Ancora una volta. Sempre la stessa storia. Sempre lo stesso finale. Qualche eccezione c’è stata, è vero. Ma erano notti che contavano di meno....

Ancora una volta.

Sempre la stessa storia.

Sempre lo stesso finale.

Qualche eccezione c’è stata, è vero. Ma erano notti che contavano di meno. Per quanto ogni coppa abbia una sua dignità, per quanto ogni successo valga qualcosa. Ma sono altre le notti che ti fanno entrare nella leggenda. Sono altre le notti che ti elevano allo status di campione vero, di eroe indimenticabile.

Come la notte di Cardiff.

La notte in cui il Pipita doveva lasciare il segno. Non solo per la sua nuova maglia bianconera, non soltanto per regalare una gioia ai suoi compagni e ai suoi tifosi, non soltanto per mettere finalmente le mani su quel sogno chiamato Champions League.

Doveva farlo per se stesso.

Doveva farlo per dimostrare a se stesso di aver fatto la scelta giusta.

Doveva farlo per spazzare via tutti i dubbi, le incertezze, le chiacchiere.

Più che per gli altri, era per lui, la notte di Cardiff. Per buttarsi alle spalle tutte quelle altre notti maledette, nere, da dimenticare. Per essere finalmente Gonzalo Higuain anche quando conta, anche quando tutto si decide, anche quando si va in scena per l’ultimo decisivo atto.

Per spazzare via i fantasmi del Maracanà.

Per spazzare via i fantasmi di East Rutherford.

Per spazzare via i fantasmi di Santiago.

Per mandare al diavolo tutte le finali diventate ossessione. Dal 2014, una finale persa ogni anno. E sempre finali importanti. Mondiali, Copa America. Sempre. E sempre con partite da dimenticare, qualche volta anche con gol clamorosi divorati.

Quasi qualcosa su cui riderci su, se non fosse qualcosa di tremendamente serio.

Sembrava proprio la notte giusta. Sembrava quella della redenzione, quella in cui riscattarsi insieme a un’altra squadra che, con le finali, ha un rapporto conflittuale. Sembrava, ma era solo un’illusione.

A nulla è servita una stagione da protagonista, a nulla sono serviti i gol in semifinale contro il Monaco, fondamentali per portare la Juventus a Cardiff. La notte gallese è stata solo l’ennesimo rimpianto di Gonzalo, una notte faticosa, palloni che non arrivavano, la porta sempre più piccola, l’unico sussulto dell’assist per Mandzukic.

Niente da fare.

La Coppa è rimasta al suo posto, nelle mani degli altri.

Ancora una volta.

Proprio contro la squadra da cui è andato via. E, da quando è andato via, quella squadra ha vinto 3 Champions League. Senza di lui.

In certi casi, uno la condanna se la porta da casa.

E il Pipita, probabilmente, la sua condanna non se la potrà scrollare mai di dosso.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro