Ieri il mondo del calcio, almeno quello che abbiamo a cuore noi, è stato scosso dalla notizia improvvisa e malinconicamente triste dell’addio al calcio...

Ieri il mondo del calcio, almeno quello che abbiamo a cuore noi, è stato scosso dalla notizia improvvisa e malinconicamente triste dell’addio al calcio di Felipe Sodinha, che, a causa di problemi fisici che continuavano a tormentarlo da anni, ha deciso di rescindere il suo contratto con il Trapani e mollare il mondo del pallone.

Oggi Serse Cosmi, suo allenatore al Trapani in questi sfortunati sei mesi, ha deciso di dedicargli una lettera intensa, piena di affetto e sentimento, un lungo ringraziamento per il seppur poco tempo passato insieme e un elogio alle grandi qualità del trequartista brasiliano.

Parole da uomo vero, prima che da grande tecnico, quelle spese da Serse Cosmi. Parole che ci fanno ancora una volta credere che questo giochino abbia davvero qualcosa di speciale.

Ecco la lettera scritta da Serse Cosmi a Felipe Sodinha:

“Magari non ironizzerei” di Crozziana memoria, mi torna in mente. Mai così appropriato come in questo caso! Il riferimento è per Felipe Sodinha che in questi giorni non tanto ha rescisso il contratto col nostro Trapani, ma ha, addirittura, annunciato il ritiro dal calcio giocato per problemi fisici e, nello specifico, per problemi ad un ginocchio. Io, invece, voglio ironizzare ora che l’amico Felipe non potrà più giocare. Voglio ironizzare su tutta una serie di personaggi che non ha mai lesinato degli apprezzamenti disgustosi sull’eccessivo peso del ragazzo (addirittura pensavano anche di essere spiritosi). Il problema vero è che i mediocri hanno sempre detestato il talento, magari pensando che fosse un dono che avrebbero meritato solo loro. Magari perché hanno studiato tanto, si sono laureati col massimo dei voti, oppure hanno incarichi in società di calcio importanti dopo aver frequentato per anni i sottoscala più putridi del calcio nostrano. Invece no, il Padreterno regala questo dono pescando anche negli angoli più bui del nostro mondo. Felipe sicuramente ha fatto degli errori, anche grandi, ma solo la sfortuna, intesa come infortuni seri (cinque operazioni), gli ha impedito di esprimere quello che avrebbe fatto felice non solo i suoi tifosi, ma tutti i veri amanti del calcio vero, quello della classe pura, della tecnica unica, di una fantasia disarmante.

Ci mancherai Felipe. Mi toccherá sentire ed ascoltare elogiare fenomeni di giocatori alti 1,90 cm, di grande corsa, che per guidare o stoppare la palla (sì, la palla!!!) impiegano ben cinque secondi, mentre tu lo facevi in meno di uno. Con me hai giocato 213 minuti. Ti giuro, sono stati molto più belli di campionati interi giocati da altri. Un abbraccio Felipe ed un consiglio: evita tour nazionali per salutare persone che oggi, solo oggi che hai detto basta, fanno finta di essere dispiaciuti. La maggior parte, non tutti per fortuna, sono gli stessi che ti hanno voltato le spalle ed ironizzavano (loro sì) sui tuoi 90 e passa kg. Cerca, se puoi, di regalare a tanti bambini la tua immensa classe, cercando di insegnargli qualche giocata delle tue…ed i mediocri torneranno a trovare un nuovo Sodinha su cui accanirsi e, magari così, a vincere le loro frustazioni.

Un abbraccio, mi e ci mancherai!

Serse Cosmi