Nei giorni scorsi si è conclusa, con quello che ormai sembrava essere un esonero inevitabile, l’avventura di Serse Cosmi a Trapani. Un’avventura che aveva...

Nei giorni scorsi si è conclusa, con quello che ormai sembrava essere un esonero inevitabile, l’avventura di Serse Cosmi a Trapani. Un’avventura che aveva vissuto il suo momento migliore qualche mese fa, con la finale playoff a sorpresa, conclusa con la sconfitta contro il Pescara, una sconfitta però che il Trapani e Serse Cosmi hanno affrontato a testa non alta, altissima.

Cosmi, da sempre uomo di gran cuore e sentimento, ha voluto salutare la città di Trapani con una commovente lettera pubblicata nella giornata di ieri sul sito granata e che abbiamo piacere di presentarvi, perché parole del genere, nel mondo del calcio, sono ormai merce sempre più rara.

Ecco, allora, la lettera di addio del buon Serse.

Cara Trapani, cari Trapanesi,non potete neanche immaginare con quanta fatica e soprattutto con quanto dolore mi appresto a scrivere questa lettera di commiato (non potrà mai essere un addio).

Mi sembra ieri quando arrivai nel marzo 2015 conoscendo poco di questa città, poco della squadra, niente della Società e tutti consideravano questa mia scelta come una follia professionale e l’inevitabile “canto del cigno”. Mai come in questo caso si sono sbagliati. Da subito sono rimasto affascinato da tutto quello che mi circondava: la Società, la squadra, i collaboratori tutti, ma soprattutto la magia di una città che improvvisamente mi ha abbracciato, rispettato e coccolato come mai avrei potuto aspettarmi e meritarmi. E da lì, fino a ieri è stata una escalation di emozioni sportive ed umane che mi hanno fatto crescere e vivere come un privilegiato, non del calcio, ma della vita.

Se dovessi ringraziare tutti quelli che mi hanno concesso la loro disponibilità ed amore, farei l’errore di dimenticare qualcuno, e non sarebbe giusto e quindi accomuno tutti in un “Grazie Trapani, grazie Trapanesi”.

La suggestione dei già citati tramonti, il calore infinito di uno stadio che invocava il mio nome quando il sogno stava per finire, lo scirocco che ho imparato a riconoscere perfino dal colore del cielo, nonostante sia io un uomo di terra, e tanti altri momenti mi faranno sentire per sempre figlio (spero adottivo, non illegittimo) della vostra terra.

Mi sembra strano che mentre scrivo non scenda neanche una lacrima, ma sto pensando che forse l’ultima è rimasta nella panchina del Provinciale con il Pescara, ma era di stanchezza e di gioia, per quelle di dolore ho già dato nella mia vita.

Ieri leggevo che Trapani è negli ultimi posti per qualità di vita: non è vero, perché i parametri di riferimento non possono prendere in considerazione la qualità dei vostri occhi e del vostro cuore, della vostra ospitalità ed umanità.

Mi è già successo di subire un esonero,…ma non è, non può essere come le altre volte…qui c’era molto di più!

Serse Cosmi