Prima della partita tra Olympique Marsiglia e Tolosa è avvenuto un episodio che, in breve tempo, ha fatto il giro del mondo: un tifoso...

Prima della partita tra Olympique Marsiglia e Tolosa è avvenuto un episodio che, in breve tempo, ha fatto il giro del mondo: un tifoso dell’OM è stato invitato dalla società a battere simbolicamente il calcio di inizio della sfida, un evento non particolarmente originale già successo molte altre volte in passato.

Che questo calcio di inizio, però, non fosse come tutti gli altri è risultato abbastanza chiaro quando il ragazzo, dopo aver toccato il pallone una prima volta si è involato a perdifiato verso la porta avversaria, dove già si trovava in posizione Lafont, portiere del Tolosa.

Una corsa sgraziata, resa non particolarmente agevole da un fisico robusto, conclusa con un pregevole interno destro a battere un immobile, quanto incredulo, Alban Lafont.

Subito dopo l’esultanza smodata, con maglia portata sopra la testa alla Fabrizio Ravanelli, uno che in quello stadio conoscono piuttosto bene per averlo ammirato sul finire degli anni ’90.

aSi capisce subito che non è la semplice esultanza di chi si trova, per caso o per fortuna, a calcare il terreno di gioco della squadra del cuore. Lo si capisce dallo sguardo, dall’urlo proveniente dalle viscere rivolto verso il cielo, dalle lacrime che rigano quel volto sconvolto di gioia. Lo si capisce da quei pugni stretti ad afferrare, metaforicamente, il sogno di una vita che si avvera.

Non ci si può sbagliare ed infatti, nelle ore successive alla partita, iniziano ad emergere i primi dettagli dellla storia che ha portato Kamel Zaroual al Velodrome, per realizzare un gol dal significato molto profondo.

Tutto nasce qualche tempo fa quando Kamel fa amicizia con un ragazzo disabile che gli confessa il sogno della sua vita: andare al Velodrome ad assistere ad una partita dell’OM, sua squadra del cuore. Da quel giorno Kamel ha deciso di dedicare parte della propria vita a raccogliere fondi per i ragazzi diversamente abili e così è da inquadrare il lunghissimo viaggio in bicicletta che il ragazzone intraprende da Amiens a Marsiglia, poco meno di 2000 chilometri.

Un viaggio che doveva servire, per l’appunto, a raccogliere fondi e doveva concludersi, nelle intenzioni iniziali, ad Arles, cittadina ad 1 ora di distanza da Marsiglia. Kamel riflette un attimo e pensa che sia un vero peccato fermarsi arrivati a questo punto, dopo aver già percorso tutti quei chilometri. Si mette in contatto con la società calcistica francese e, dopo aver spiegato il suo progetto, testimoniato da numerosi video su Instagram e Snapchat, viene invitato alla partita con la promessa di fargli battere il calcio d’inizio.

Inizialmente non l’avevo previsto, ho fatto 2000 chilometri in bicicletta per raccogliere i fondi necessari per realizzare i sogni dei ragazzi disabili e a quel punto ho pensato che avrei potuto realizzare anche il mio: segnare un gol al Velodrome. Ho sussurrato all’orecchio dell’arbitro “cerchi di capire il mio sogno”, anche se non sono sicuro che con il frastuono abbia sentito. In ogni caso non volevo dirglielo per paura che dicesse di no, che non era possibile. All’inizio ho pensato anche di scartare due difensori del Tolosa ma poi ho pensato che, se qualcosa fosse andato storto, avrei fatto una figuraccia.

Mi sono accontentato di un gol semplice anche se, devo dire, ho avuto paura che Lafont lo parasse e ho pensato “Se lo para è una vergogna per me”, ma alla fine è andato tutto bene.

I tifosi, alla vista di quel ragazzone di oltre 100 chili, pazzo di gioia come un bambino, vanno in visibilio e subito il video viene postato in rete e diventa virale. C’è chi paragona Kamel a Mitroglu, per la somiglianza fisica, chi semplicemente si fa due risate perchè ancora non sa il significato profondo nascosto dietro a quel gesto folle e all’apparenza senza senso.

Ora che le cose sono state rivelate, non resta altro da fare che togliersi il cappello ed applaudire Kamel, il ragazzo che è riuscito a realizzare i sogni e le speranze di chi lo ha spinto ad intraprendere quella lunga pedalata conclusa con un gol al Velodrome.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo