La beffa di Cochi: la storia del primo gol di un portiere in Serie A La beffa di Cochi: la storia del primo gol di un portiere in Serie A
Ieri pomeriggio il portiere del Benevento Alberto Brignoli ha deciso di entrare nella storia del calcio italiano: lo ha fatto con un magico colpo... La beffa di Cochi: la storia del primo gol di un portiere in Serie A

Ieri pomeriggio il portiere del Benevento Alberto Brignoli ha deciso di entrare nella storia del calcio italiano: lo ha fatto con un magico colpo di testa all’ultimo minuto della partita del Milan.

Sono stati diversi – ma non troppi – i portieri che, nella storia della nostra Serie A, hanno segnato un gol in campionato.

C’è chi lo ha fatto su azione, proprio come Brignoli, entrando nell’immaginario collettivo: è il caso degli ultimi due che erano riusciti nell’impresa, Michelangelo Rampulla e Massimo Taibi. Ci era quasi riuscito anche Francesco Toldo, ma per gli almanacchi, in quella sera di San Siro contro la Juventus, l’ultimo tocco fu di Bobo Vieri.

Ma la storia più particolare, più strana e affascinante è quella del primo gol mai segnato in Serie A da un portiere. Una storia che ci riporta indietro nel tempo, a un calcio da pionieri, tra palloni pesanti come zavorre, campi di fango e eroi in calzoncini e maglie di lana.




17 maggio 1942, si affrontano Napoli e Modena: una partita speciale anche perché, tra i pali delle due squadre, ci sono due fratelli. Non due fratelli qualsiasi, ma due fratelli Sentimenti, una delle dinastie di portieri italiane più longeve e famose della storia del calcio italiano.

Arnaldo, più grande, 28 anni, difende i pali della porta del Napoli; Lucidio, detto Cochi, rampante 22enne, difende i pali della porta del Modena. Il Napoli sta vincendo 2-0, e al minuto numero 85 il direttore di gara fischia un calcio di rigore in favore dei canarini.

Nessuno dei calciatori del Modena sembra avere intenzione di presentarsi sul dischetto; Arnaldo Sentimenti ha la fama di pararigori, una fama a ben vedere decisamente meritata. Nel corso di quella stagione, infatti, aveva già parato 9 calci di rigore. Consecutivi.

Un calciatore del Modena, però, sembra disposto a presentarsi sul dischetto. Ed è proprio Lucidio Sentimenti – che oggi è ricordato come Sentimenti IV – a lasciare la sua porta, a prendere il pallone e a sfidare suo fratello.

Sentimenti IV prende la rincorsa, guarda negli occhi Arnaldo, e lo batte. Senza indugio, senza paura. È il primo gol di un portiere in Serie A, e il fratello maggiore non la prende benissimo, anche perché, come detto, la sua striscia di rigori parati consecutivamente finisce proprio quel pomeriggio.

Mentre Lucidio torna verso la sua porta, Arnaldo, il fratello battuto, comincia a inseguirlo per il campo, con tutta l’intenzione di dargli una lezione, da vero fratello maggiore. Quel rigore lo considera una beffa, e, secondo quando raccontato in seguito, dopo quel rigore i due fratelli non si sarebbero parlati per almeno due anni.

Sentimenti IV, poi, sarebbe diventato una leggenda del calcio italiano. Qualche anno dopo sarebbe passato alla Juventus, e avrebbe difeso i pali della Nazionale: una squadra, quella di Vittorio Pozzo, in cui Sentimenti IV era l’unico calciatore non appartenente al Grande Torino. In seguito, avrebbe poi giocato anche con Lazio e Vicenza.

Negli anni, Lucidio Sentimenti avrebbe poi ripetuto l’impresa di Napoli, segnando altri quattro rigori in Serie A. Ma di sicuro, il primo, quello segnato al fratello, non l’avrebbe mai dimenticato.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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