“La battaglia di Stamford Bridge” raccontata da Mark Clattenburg “La battaglia di Stamford Bridge” raccontata da Mark Clattenburg
Tutti abbiamo ancora nella memoria la Premier League 2015/2016, che si è conclusa con lo storico titolo conquistato dal Leicester di Claudio Ranieri. Una... “La battaglia di Stamford Bridge” raccontata da Mark Clattenburg

Tutti abbiamo ancora nella memoria la Premier League 2015/2016, che si è conclusa con lo storico titolo conquistato dal Leicester di Claudio Ranieri.

Una delle imprese più belle ed emozionanti della storia del calcio che ha vissuto momenti davvero incredibili per drammaticità, nel senso più letterale del termine.

Quello che forse non tutti si ricordano è che il titolo, matematicamente, è arrivato addirittura a due giornate dalla fine del campionato e a consegnarlo “virtualmente” nelle mani delle Foxes è stato il Chelsea, che ha fermato sul pareggio in casa il Tottenham, avversario diretto del Leicester per la corsa al titolo.

Una partita terminata col il risultato di 2-2 dopo che gli Spurs erano passati in vantaggio addirittura di due reti, salvo farsi recuperare nella ripresa. Una partita che, per carica agonistica, tensione e scorrettezze che l’hanno caratterizzata, è passata alla storia come “La battaglia di Stamford Bridge“.




Chi poteva arbitrare quel match così cruciale ai fini della classifica? Ovviamente non poteva che essere Mark Clattenburg, che nonostante la sua esperienza internazionale e l’incredibile carisma ha faticato non poco a tenere a bada gli animi.

A fine gara saranno addirittura 9 i giocatori del Tottenham ammoniti, un vero e proprio record per quel che riguarda la storia della Premier League. Tra interventi duri, giocatori che hanno perso la testa e risse a più riprese, l’arbitro inglese è stato costretto, suo malgrado, a ricorrere spesso e volentieri all’uso del cartellino.

Da record anche le multe elargite alle squadre dalla federazione per le reciproche scorrettezze, con Mousa Dembele squalificato per 6 partite a causa di condotta violenta ai danni di Diego Costa.

Abbiamo usato non a caso l’espressione “suo malgrado”, in quanto se conoscete un minimo l’arbitro Clattenburg sapete bene della sua avversione nei confronti dei cartellini e della sua predisposizione a lasciar giocare, soprattutto in Premier, quanto più possibile.

Ora che il direttore inglese non arbitra più in Premier League, avendo preferito la moneta sonante degli Emirati Arabi, è potuto tornare su quella famosa partita da lui arbitrata, raccontando alcune cose davvero interessanti.

Ho fatto sì che il Tottenham si autodistruggesse, in modo che i media e tutte le persone del mondo avrebbero pensato “Il Tottenham ha perso il titolo”. Se invece avessi espulso tre o quattro giocatori degli Spurs quali sarebbero stati i vostri titoli? “Clattenburg è costato il titolo agli Spurs”.

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Ho aiutato la partita con il mio modo di arbitrare, l’ho interpretata. Alcuni arbitri avrebbero diretto applicando il regolamento alla lettera ed il Tottenham avrebbe potuto finire la partita in 7 o 8 giocatori trovando, per questo motivo, una scusa alla quale aggrapparsi per aver perso il titolo.

Io non ho voluto dare loro nessuna scusa e il mio piano partita è stato: “Lascia che siano loro a perdere da soli il titolo”.

In questa chiacchierata in un podcast chiamato “Men in Blazers”, l’arbitro Clattenburg ha voluto parlare anche della diversità di arbitrare un match in Premier League piuttosto che in Europa.




L’arbitraggio in Inghilterra è diverso rispetto a qualsiasi altra parte del Mondo. Dovevo arbitrare in modo differente quanto andavo in Europa rispetto a quando dirigevo in Inghilterra perchè nessun calciatore top a livello europeo avrebbe tollerato alcuni contatti fisici che sono normali da noi.

Ma questo fa parte dello spettacolo della Premier League: la gente ama vedere i giocatori in tackle ed i calciatori non vogliono essere puniti per questo.

Difficile trovare un direttore di gara che, a distanza di così poco tempo dai fatti in questione, si sbilanci così tanto su una sua direzione di gara. Di certo è che Mark Clattenburg è stato uno degli arbitri con più personalità nel panorama europeo e non ha mai avuto paura di scontentare qualcuno.

Inutile dirvi che a noi, uno come lui, manca in maniera incredibile.

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