Probabilmente, nella giostra impazzita che è stata ieri sera Manchester City-Monaco, potreste esservi persi un giro. O, più probabilmente, vi siete persi tutti gli...

Probabilmente, nella giostra impazzita che è stata ieri sera Manchester City-Monaco, potreste esservi persi un giro. O, più probabilmente, vi siete persi tutti gli altri giri, perché eravate rimasti incantati da quello che era successo poco prima della fine del primo tempo, e da allora non vi siete più ripresi

Minuto 40 del primo tempo. Una freccia taglia in verticale tutta la difesa del Manchester City, che a dire il vero non che fosse questa muraglia invalicabile, e si infila nel cuore dell’area di rigore degli inglesi. Rallenta un attimo la sua progressione, attende uno, due, tre rimbalzi del pallone e poi colpisce in un lampo. Otamendi e Stones, che insieme sono stati pagati quasi 100 milioni di euro, capitolano.

Willy Caballero è battuto per la seconda volta e il Monaco si porta in vantaggio di nuovo all’Etihad Stadium, grazie alla firma della sua freccia più giovane. Kylian Mbappé Lottin, data di nascita 20 dicembre 1998. Sì, avete capito bene, 20 dicembre 1998. Un ragazzo nato qualche mese dopo che la Francia aveva alzato al cielo la Coppa del Mondo, e che oggi, a 18 anni compiuti da pochissimo, si permette di andare a segno nella massima competizione europea per club.

Ieri sera, Kylian Mbappé, era anche all’esordio dal primo minuto in Champions League. Prima di ieri sera, aveva giocato altre tre volte in Europa, in questa stagione, ma solo qualche spezzone di partita. 13 minuti contro il Bayer Leverkusen, 7 all’andata e 5 al ritorno contro il CSKA Mosca. Ieri sera, invece, Leonardo Jardim lo ha mandato in campo dal primo minuto, senza paura.

Perché senza paura il Monaco si è approcciato alla partita -e ne è venuto fuori un capolavoro lungo 90 minuti- ma perché in stagione, di buoni motivi per essere mandato in campo in una serata così importante, Kylian Mbappé gliene aveva dati già parecchi.

25 partite giocate in stagione, e un bottino che recita 12 gol e 8 assist. Un modo per entrare nelle azioni che contano, in uno dei tanti gol segnati da Monaco in questa stagione, Mbappé lo trova sempre, state sicuri. Il gol di ieri sera lo ha portato nella storia. Lo scorso febbraio era diventato il marcatore più giovane di sempre della storia della Ligue 1, ieri è diventato il marcatore più giovane della fase a eliminazione diretta della Champions League, a 18 anni e 63 giorni.

La sua esplosione, però, non è un mistero. Mbappè viene fuori dall’INF Clairefontaine, il centro tecnico di eccellenza del calcio francese che tanti campioncini ha tirato fuori nel corso di questi anni, una vera e propria fabbrica di talenti. Se n’era accorta anche l’Italia under 19, spazzata via in finale da Mbappé e dai suoi compagni.

Da Clairefontaine era uscito anche un ragazzo che Mbappè, nelle movenze, nel fisico e nel modo di stare in campo, ricorda tantissimo: Thierry Henry. Perché -senza assolutamente voler bestemmiare- vedere quel fulmine in campo, ieri sera, ha riportato la mente di più di qualcuno indietro di almeno 20 anni. Quando Titì si metteva in luce con la maglia del Monaco, anche se Kylian non era ancora nato, o stava cominciando a gattonare.

E lo stesso Henry non è rimasto indifferente, di fronte alla stagione del ragazzino.

Ho incontrato Kylian, è un bravo ragazzo con la testa sulle spalle. E’ davvero molto rispettoso e tranquillo. Ma dategli il pallone, e allora parlerà, e vedrete che non sarà più così educato. E’ determinato, e non molla mai. Ha numeri, segna, fa segnare i compagni. Può fare quello che vuole, con la palla.

So che le persone hanno detto che è il nuovo Henry, ma non mi piacciono queste etichette. Ha solo bisogno di essere se stesso e fare il meglio che può“.

Un battesimo in piena regola. Anche se, dopo ieri sera, forse non ce n’era nemmeno poi così tanto bisogno.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro