Krzysztof Piatek: il pistolero venuto dalla Polonia Krzysztof Piatek: il pistolero venuto dalla Polonia
Piatek in polacco significa “venerdì”. Serata di appunatamenti e di uscite con gli amici, serata in cui solitamente si tende a lasciarsi la settimana... Krzysztof Piatek: il pistolero venuto dalla Polonia

Piatek in polacco significa “venerdì”. Serata di appunatamenti e di uscite con gli amici, serata in cui solitamente si tende a lasciarsi la settimana appena trascorsa alle spalle. Strano caso del destino per uno che ad un altro tipo di appuntamento, quello con il gol, risponde presente con una continuità sconvolgente.

Krzysztof Piatek è nato il 1 lugio del 1995 a Dzierzonow ed è cresciuto nel piccolo paesino di Niemcza. La Polonia meno conosciuta, quella di campagna. Campi di calcio sparsi qua e là all’orizzonte, immersi tra i tanti campi di grano di questo pezzo di terra dell’Europa dell’est.

A 11 anni, Piatek giocava nella squadra del suo paese come tanti suoi coetanei. L’allenatore di quella squadra nel frattempo è diventato sindaco, mentre Krzysztof ha spiccato il volo verso il calcio che conta, quello vero, diventando un professionista. Prima la trafila nelle giovanili del Lechia Dzierzonow, fino ad esordire in prima squadra nella terza serie polacca. Poi la chiamata dello Zaglebie Lubin, quattro anni passati tra Serie A e Serie B, con diciotto gol segnati tra tutte le competizioni.

Ad agosto del 2016 arriva la chiamata del KS Cracovia. Per Piatek è prima di tutto un viaggio interiore, lontano dai posti piccoli e familiari in cui era cresciuto, per approdare nella bellissima Cracovia. Città straordinaria, dal fascino Medievale. Un salotto da attraversare in punta di piedi, ma anche l’opportunità di poter dimostrare finalmente chi sei. Il bomber polacco, che stiamo imparando a conoscere, un’occasione non se la sarebbe mai lasciata scappare. Ed infatti, non lo fa.

A Cracovia, dove il vecchio Papa tifava Wisla, si inizia a parlare solo di quel pistolero venuto dalla campagna. Nella prima stagione, quella 2016-2017 segna 11 gol in 27 presenze, ma è solo l’antipasto, il meglio deve ancora venire, effettivamente non tarda ad arrivare. Nell’annata successiva Krzysztof Piatek segna la bellezza di ventuno volte, infiammando i cuori e i sogni del KS Cracovia che non è, vale la pena ricordarlo esattamente una delle squadre più famose o titolate del calcio polacco. Legia Varsavia o lo stesso Wisla Cracovia sono sempre state lontane anni luce, praticamente irragiungibili.

L’Europa, quella del calcio patinato sembra assistere indifferente all’ascesa del bomber di Niemcza. Tutti, tranne uno: Enrico Preziosi. Il Presidente del Genoa in estate porta a Genova il centravanti polacco. Per Piatek si aprono così, tra lo stupore generale le porte della Serie A italiana. Nessuno sembra accorgersi che in realtà, il nostro Campionato da li a breve sarà letteralmente sconvolto dalla fame di gol dell’attaccante venuto da lontano. Il primo ad accorgersene, suo malgrado è il Lecce in una sera afosa d’agosto. Si gioca una partita di Coppa Italia al Ferraris, ancora tra l’indifferenza generale. E’ metà agosto, buona parte dei tifosi pensa alle vacanze, al mare, alla montagna, quello che è, ma non ancora al calcio.

Krzysztof Piatek, invece, dimostra di essere fin da subito assolutamente sul pezzo. Il Genoa batte il Lecce per quattro a zero. Una squadra di Serie A contro una appena promossa in Serie B dalla Lega Pro, in molto pensano ad una cosa normale, nessuno o in pochissimi ci vedono dietro una notizia. Ed invece la notizia c’è e come. Piatek è l’autore di tutti e quattro i gol dei rossoblu, segnati nei trentasette minuti iniziali della prima frazione di gioco, così per gradire.

Anche la prima parte di Campionato, prende il via tra lo scetticismo generale, ma il polacco, domenica dopo domenica risponde, sempre presente. Tocca due, massimo tre palloni a partita, ma segna praticamente tutte le volte. Solo allora, in tanti si svegliano, in molti capiscono di trovarsi di fronte ad un centraventi formidabile. Uno che a breve prenderà il posto di un certo Robert Lewandowski al centro dell’attacco della Nazionale polacca.

Il resto, è storia di questi giorni. L’addio di Higuain a gennaio ai colori rossoneri e il Milan che chiama. Per Piatek è l’occasione della vita, quella di vestire la maglia di una delle squadre e società più gloriose della storia del calcio mondiale. E’ anche superfluo ed inutile che ve lo racconti, come sta andando lo sapete tutti, nove partite ufficiali con la nuova casacca, otto gol fatti.

Il Milan per la prima volta dall’addio di attaccanti del calibro di Shevchenko e Filippo Inzaghi, sembra aver trovato un bomber di razza vero, uno di quelli che potrebbero contribuire a dare lustro e gloria dalle parti di Milanello.

Krzysztof Piatek è arrivato in punta di piedi da lontano. E’ arrivato dall’Est, quello più profondo e meno conosciuto. Nella sua città natale c’è una parete dedicata a tutti quelli che hanno fatto qualcosa per rendere più famoso quel posto, il nome di Piatek, potete giurarci farà a breve parte di quella stretta cerchia di persone.

La campagna polacca ormai è lontana, sullo sfondo. Un tenero e dolce ricordo da sfogliare quando si ha voglia di ricordarsi chi sei e da dove vieni. Il presente è Milano sponda rossonera, il mirino del Pistolero è puntato sulla prossima Champions League da raggiungere con la sua nuova squadra, affinchè anche l’Europa inizi ad innamorarsi di questo giocatore.

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo