Krzysztof Piatek: fenomeno o fuoco di paglia? Krzysztof Piatek: fenomeno o fuoco di paglia?
In questi primi scampoli di serie A c’è un nome, più di ogni altro, sulla bocca di tutti e non può che essere quello... Krzysztof Piatek: fenomeno o fuoco di paglia?

In questi primi scampoli di serie A c’è un nome, più di ogni altro, sulla bocca di tutti e non può che essere quello di Krzysztof Piatek, attaccante polacco del Genoa.

Tre gol in due partite di serie A, sette complessivi considerando il poker rifilato al Lecce in Coppa Italia. Numeri alla mano nessuno meglio di lui nei 5 maggiori campionati europei, non male per uno che è approdato all’ombra della Lanterna con l’etichetta di vice Lapadula.

Che non avrebbe fatto il vice di nessuno, però, lo si è intuito piuttosto presto, sebbene fosse solo calcio d’Agosto: le referenze erano di quelle pesanti, Zibì Boniek su di lui ha speso parole importanti.

Prima di approdare in Italia Krzysztof Piatek ha miliato nel Cracovia, massima serie del campionato polacco, realizzando 33 reti in 66 match disputati nell’arco di due stagioni. Un gol ogni due partite, puntuale all’appuntamento col gol come ogni bomber di razza che si rispetti.

Eppure il suo approdo in Italia non ha fatto rumore, perchè segnare in Polonia, con tutto il rispetto del caso, non significa nulla in termini di garanzia di rendimento nei maggiori campionati europei. È vero di attaccanti polacchi che stanno facendo bene in Europa, e anche in Italia, ce ne sono diversi, a partire da Robert Lewandowski passando per Milik, Kownacki e Stepinski ma, al di là del dato statistico, ciò ha pochissima rilevanza.

Krzysztof Piatek è arrivato in sordina e ha iniziato subito a fare ciò per cui è calcisticamente nato: segnare gol. Perchè se è vero come è vero che ogni campionato fa storia a sè, è altrettanto evidente che alcune caratteristiche fanno parte del proprio DNA, a prescindere dal contesto tecnico che può agevolare o meno l’estrinsecazione di tali qualità.

“Sono un centravanti, vivo per il gol e lavoro duro per farne più possibile. Ho solo due obiettivi: giocare sempre e segnare in ogni gara. Voglio fare gol proprio in tutte le partite”.

Quello che più ha impressionato vedendolo in queste prime uscite, oltre ovviamente al numero di reti messe a segno, è la quantità di cose utili che fa per la squadra; Piatek rimane primariamente un attaccante d’area di rigore ma la sua abilità nel gioco aereo, unita alla capacità di proteggere palla spalle alla porta fanno sì che la squadra benefici della sua presenza in ogni fase del gioco.

Sarebbe banale pronunciare ora la parola fenomeno che ammettiamo esserci sfuggita già più d’una volta perchè, come ben sapete se ci seguite da un po’ di tempo, siamo sì delinquenti ma dall’innamoramento facile facile. Sarebbe altresì sbagliato, in quanto il campionato italiano è assai tosto e se all’inizio non ti conosceva nessuno basta poco perchè il tuo nome compaia nel radar dei difensori tra i più scafati d’Europa.

La partita di Piatek contro il Sassuolo: 4 tiri, 2 gol (dati via StatsZone)

Il cammino di Piatek è iniziato nel migliore dei modi ma è appena all’inizio, ed è piuttosto scontato che a breve arriveranno i primi intoppi. Le prime partite senza gol e le prime critiche, perchè il nostro campionato non risparmia nessuno.

Su di lui si sono già sprecati i paragoni: Lewandowski il più scontato, in quanto polacco, ma Piatek ha detto di vedersi più come un Harry Kane in quanto a caratteristiche tecniche, sebbene l’idolo sia un altro: Pippo Inzaghi.

Chi non ha dubbi sul suo valore, invece, è il suo ex allenatore al Cracovia, Michal Probierz, intervistato recentemente dal Secolo XIX, secondo cui per Piatek non va scomodato alcun paragone.

“Il Genoa ha fatto un colpaccio, l’ha pagato anche poco perché è polacco. Se fosse stato sudamericano sarebbe costato 20 milioni, che saranno quelli che varrà a breve. Ha forza, senso del gol, velocità, è fortissimo di testa e spalle alla porta. È già pronto per fare 15-20 gol in Italia, dovete solo dargli fiducia. A chi somiglia? A Piatek e non è poco, credetemi”

Sul fatto che non sia da considerare il vice Lapadula, a questo punto, ci sentiamo abbastanza sicuri ma solo il tempo saprà dirci se siamo di fronte ad un super giocatore o all’ennesimo innamoramento tardo-estivo, per il quale ormai abbiamo fatto l’abitudine.

Di attaccanti stratosferici negli ultimi anni al Genoa se sono transitati parecchi, basti pensare a Diego Milito o Rodrigo Palacio, che sia il turno di Krzysztof Piatek?

Paolo Vigo
Twitter:@Pagolo

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