Kalidou Koulibaly:  leader nella sconfitta Kalidou Koulibaly:  leader nella sconfitta
La partita di ieri ad Anfield tra Liverpool e Napoli è terminata nel modo peggiore, il più crudele, che un tifoso partenopeo potesse immaginarsi.... Kalidou Koulibaly:  leader nella sconfitta

La partita di ieri ad Anfield tra Liverpool e Napoli è terminata nel modo peggiore, il più crudele, che un tifoso partenopeo potesse immaginarsi.

Tutti a dire, alla vigilia, il Napoli può perdere anche con un solo gol di scarto, purché ne segni almeno uno e non finisca 1-0, perché in quel caso passerebbe il Liverpool. In quel caso diventerebbe decisivo un gol “inutile”, preso con troppa superficialità in casa contro la Stella Rossa, in un match già ampiamente indirizzato a proprio favore.

Come spesso accade con gli incubi, però, più cerchi di scacciarli e più ritornano: la cosa più saggia da fare sarebbe probabilmente quella di non pensarci ma ad un certo punto, quando tutti te lo ricordano e ti mettono in guardia, diventa inevitabile per la mente tornare proprio lì, in quel punto nevralgico dove i sogni prendono la forma più distorta.

È così che la testa dei calciatori del Napoli, forse inconsciamente, ha iniziato ad affollarsi di pensieri, dubbi e paure che, nonostante tutto, potevano essere spazzate via se Milik avesse infilato quel pallone, a tempo ormai scaduto, alle spalle di Alisson.

Ancelotti, sempre molto onesto nelle sue disamine post partita, ha dichiarato che il Liverpool per larghi tratti ha giocato molto meglio e se avesse dovuto a tutti i costi segnare due gol probabilmente lo avrebbe fatto. Non lo sappiamo, certo è che i Reds hanno avuto tantissime occasioni, sprecate malamente, che potevano lasciar presagire una beffa finale, come spesso avviene in queste circostanze.

A prescindere da ciò che è stato e da quel che poteva essere, non tutto in casa Napoli è da buttare o archiviare: la partita di ieri ha offerto tantissimi spunti tecnici e tattici e ha evidenziato, o se preferite confermato, la caratura mondiale di alcuni giocatori di cui dispone Ancelotti, uno su tutti Kalidou Koulibaly.

La prestazione del gigante senegalese è stata a tratti eroica, da leader, non solo di reparto ma anche di squadra. Un’unica sbavatura, in occasione del gol subito, in una partita praticamente perfetta fatta di letture impeccabili, anticipi, ripartenze e chiusure provvidenziali.

Insuperabile nel gioco aereo, primo perno in fase di costruzione della manovra, sia con passaggi precisi che di forza bruta, portando il pallone nella metà campo avversaria quando i compagni sembravano non avere più le forze, mentali prima ancora che fisiche, per tentare l’assalto al fortino avversario.

Persino attaccante aggiunto, negli ultimi disperati tentativi alla ricerca del gol qualificazione.

Che la sequoia senegalese fosse un difensore centrale molto forte non lo abbiamo certo scoperto ieri, già con Sarri si è imposto come uno dei migliori interpreti del ruolo. Ci sono però alcune partite che significano più di altre, match da dentro o fuori in cui i tuoi compagni stentano e sei chiamato a salvare la baracca quasi da solo.

Aggiungiamoci il fatto che di fronte c’era uno dei tridenti più temibili, se non proprio il più temibile, di tutta Europa, un banco di prova di quelli importanti.

Che la sua partita sia stata monumentale lo confermano gli stessi commenti dei tifosi del Liverpool, abituati a vedere tutti i giorni un altro top del ruolo come Virgil van Dijk, eppure sinceramente impressionati dalla prestazione del difensore del Napoli, in costante crescita sotto ogni aspetto.

La baracca non l’ha salvata ma ha dimostrato, per quei pochi che non se ne fossero ancora accorti, che il vero top player del Napoli non va ricercato altrove.

Non è facile risaltare quando sei un difensore e la tua squadra perde, subendo per larghi tratti il gioco altrui. In questo la prova di Kalidou Koulibaly merita un grande encomio, così come da apprezzare è lo spessore umano mostrato ai microfoni nell’immediato post-partita. Delusione sì ma anche grande consapevolezza di essere ormai a pieno titolo tra i migliori, senza per questo perdere l’umiltà che ti ha portato a diventare grande.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo

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