Gianluca Pagliuca è un personaggio che non ha avuto mai troppa paura a dire quello che pensava. E, anche oggi che l’ex portiere di Sampdoria,...

Gianluca Pagliuca è un personaggio che non ha avuto mai troppa paura a dire quello che pensava. E, anche oggi che l’ex portiere di Sampdoria, Inter e Bologna ha appeso scarpe (e guanti) al chiodo non le manda a dire a nessuno. 

Una qualità che, in un mondo del calcio spesso schiavo di perifrasi e giri di parole, lo rende speciale rispetto a molti altri suoi colleghi ed ex colleghi.

Oggi Pagliuca è stato intervistato in una lunga conversazione apparsa sul Corriere della Sera, e ha affrontato parecchi argomenti caldi.

Su Ronaldo, il Fenomeno, e Ronaldo, Cristiano, Pagliuca non ha assolutamente dubbi. Il brasiliano era il migliore al mondo, e quello di oggi non gli si avvicina nemmeno. Perchè al Fenomeno bisognava fare del male fisico, per fermarlo.

Ricordo la finale di Coppa Uefa contro la Lazio. Partita in cui stradominammo. Allora c’era anche Ronaldo. Un fenomeno, fortissimo, sicuramente molto più forte del Ronaldo che gioca ora nel Real Madrid. Era immarcabile e ricordo che giocavamo contro squadre che lo marcavano a uomo e cercavano anche di fargli male pur di fermarlo.

Uno degli argomenti più scottanti dell’intervista al Corriere è il famoso Juventus-Inter del 1998, del quale Pagliuca parla con grande durezza. Per lui, infatti, avrebbero dovuto addirittura togliere quello scudetto ai bianconeri.

“Juventus-Inter del 1998 è stata uno dei più grossi furti nel campionato a girone unico che mi dispiace di più è che hanno tolto degli Scudetti alla Juventus quando lo svolgimento di quei campionati non è stato così clamoroso, mentre non glielo hanno tolto per il 1997-98 quando era allucinante”

Secondo Pagliuca, quella partita minò anche il rapporto di fiducia tra Marcello Lippi e i giocatori interisti, quando il tecnico viareggino finì, qualche anno dopo, proprio sulla panchina nerazzurra.

“Quella partita mi è costata anche l’Inter l’anno successivo. Perchè in quella partita litigai veramente tanto con Lippi e lui l’anno dopo, una volta arrivato a Milano, ha fatto fuori il sottoscritto, Bergomi e Simeone. Una cosa molto brutta, perché ero ancora degno di indossare la maglia dell’Inter. L’ho vista come una punizione nei miei confronti”.

Pagliuca chiude l’intervista parlando di un mito, un eroe assoluto, un personaggio che anche noi abbiamo amato e continueremo ad amare alla follia: Taribo West.

“Taribo West era il mio compagno di camera. Mi ha fatto fare una marea di notti in bianco: chiamava alle 3 di notte sua moglie, quando si alzava per andare in bagno sbatteva tutto, accendeva tutte le luci… E io andavo disperato da Gigi Simoni, il nostro allenatore di allora, ma lui mi diceva: ‘Porta pazienza’”