Justin Kluivert e i fili dell’anima Justin Kluivert e i fili dell’anima
Chi lo ha detto che i numeri sono freddi, asettici, che non si possono interpretare, che non possono trasmettere emozioni e non parlano al... Justin Kluivert e i fili dell’anima

Chi lo ha detto che i numeri sono freddi, asettici, che non si possono interpretare, che non possono trasmettere emozioni e non parlano al cuore delle persone?

Sicuramente, chi lo ha detto è qualcuno che di emozioni, di connessioni sentimentali e di cuori ne capisce ben poco, perché qualche volta anche i numeri sanno parlare dritti all’anima, eccome se lo fanno.

La partita tra Roma e Viktoria Plzen, ieri sera, è scivolata ben presto tra quelle che non passeranno alla storia del calcio: i giallorossi hanno messo in cascina i primi tre punti della loro Champions League, Edin Dzeko si è sbloccato trovando la via del gol dopo un po’ di digiuno, Cengiz Ünder è andato a segno dimostrandosi ancora una volta in crescita.

Eppure, se dovessimo scegliere un’immagine simbolo della notte dell’Olimpico, non faremmo troppa fatica.

Già, stavamo parlando di numeri.

L’immagine più bella di Roma-Viktoria Plzen ci è stata consegnata dall’occhio dei fotografi, che hanno colto la dedica di Justin Kluivert subito dopo il gol del 4-0, al minuto 73 di una partita già chiusa. Il giovane attaccante olandese ha trovato il primo gol della sua avventura italiana, ed è anche entrato nella storia della Roma diventando il più giovane marcatore in Champions League dei giallorossi.

Ma in quel momento, a Justin Kluivert importava poco, perché lui si era già fatto consegnare qualcosa dalla panchina: una maglia giallorossa con il numero 34 – il suo – stampato sopra.

Ecco, in questi casi basta anche un numero a scatenare un’emozione, a smuovere anche gli angoli più freddi dei cuori meno caldi.

Quella maglia numero 34 della Roma che Justin Kluivert agita al cielo, infatti, non porta su stampato il suo cognome, ma quello di un suo amico – prima ancora che compagno – che non ha avuto la sua stessa fortuna, quella di poter festeggiare un gol in Champions League.

Justin Kluivert ha scelto di dedicare il suo primo gol in Champions ad Abdelhak “Appie” Nouri, lo sfortunato calciatore dell’Ajax che ormai più di un anno fa, durante un’amichevole dei Lancieri, collassò a terra in seguito ad un’aritmia cardiaca e poi, per le complicazioni dell’incidente, è rimasto in coma farmacologico riportando seri e forse permanenti danni cerebrali.

Lo stesso motivo per cui il figlio di Patrick non ha avuto nemmeno un momento di esitazione nello scegliere il suo nuovo numero di maglia: 34, come quello di Appie, ovviamente.

Appie, quest’estate, è stato svegliato dal coma, ma tolti alcuni piccoli gesti, non è ancora tornato a comunicare a pieno con la sua famiglia, e probabilmente niente sarà più come prima. Ma piccoli grandi gesti come quello di Justin Kluivert di ieri spiegano che a volte i fili dell’anima compiono percorsi lunghi, intricati, difficili da comprendere da fuori.

Ma quei fili, quelli che legano i cuori, le persone, gli amici, gli affetti, gli amori, sono impossibili da spezzare. E a volte si ritrovano anche in un semplice numero.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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