Jurgen Klopp non è nuovo ad esultanze folli Jurgen Klopp non è nuovo ad esultanze folli
Domenica si è disputato il Merseyside Derby tra Liverpool ed Everton, terminato con la vittoria dei Reds all’ultimo secondo utile grazie alla rete realizzata... Jurgen Klopp non è nuovo ad esultanze folli

Domenica si è disputato il Merseyside Derby tra Liverpool ed Everton, terminato con la vittoria dei Reds all’ultimo secondo utile grazie alla rete realizzata da Origi, con la compiacenza di Pickford.

Le immagini dell’esultanza di Klopp, in particolare la corsa a perdifiato ad abbracciare Alisson in mezzo al campo, hanno fatto il giro del mondo e al Football Association ha deciso di sanzionare il tecnico.

A poco sono servite le scuse nel post partita quando Klopp ha dichiarato “Non era mia intenzione mancare di rispetto agli avversari, ho iniziato a correre e quando volevo fermarmi mi sono reso conto di essere abbracciato ad Alisson in mezzo al campo“.

Da vedere se la sanzione sarà una semplice multa o una squalifica, in ogni caso il tecnico ha già fatto sapere che non farà appello alla decisione, qualunque essa sia.

Jurgen Klopp tra l’altro non è nuovo a questo genere di esultanze, basti vedere cosa ha fatto quando allenava il Mainz nel 2005, sono ormai passati più di 13 anni.

Anche in quell’occasione, era il 16 Aprile del 2005, la sua squadra ha vinto all’ultimo respiro grazie alla rete dell’attaccante Michael Thurk.

Vittima dell’epoca fu il Borussia Moenchengladbach, che ha dovuto subire lo stesso trattamento riservato all’Everton.

Certo non si trattava di un derby ma l’esultanza è stata comunque senza freni, guardate un po’:

È stato lo stesso account ufficiale del Mainz a pubblicare il video in questione, dove si vede Klopp correre a perdifiato per andare ad abbracciare i suoi giocatori. Nella foga, forse nel tentativo di calciare un microfono a bordo campo, finisce anche per cadere rovinosamente a terra.

Insomma Jurgen Klopp è un allenatore che vive di istinti e, lasciando stare queste esultanze estreme, lo si capisce anche guardando qualsiasi partita, dove la sua partecipazione è sempre massima, quasi fosse uno dei giocatori in campo.