Nell’agosto del 2004, il Real Madrid, mantenendo fedelmente la sua linea politica di grandi e costosi acquisti, sborsa circa 20 milioni di euro per...

Nell’agosto del 2004, il Real Madrid, mantenendo fedelmente la sua linea politica di grandi e costosi acquisti, sborsa circa 20 milioni di euro per portare al Bernabeu il giovane difensore inglese Jonathan Woodgate.

Woodgate si era messo in mostra nel Leeds di fine anni ’90 e inizio anni Duemila, una squadra diventata praticamente di culto.

Il difensore inglese si era messo in mostra, insieme al compagno Lee Bowyer, anche per qualcosa di meno onorevole, vale a dire l’aggressione a uno studente indiano nel centro di Leeds; ma questa, in effetti, è una storia che poco c’entra con quella che stiamo per raccontarvi.

Le lancette dell’orologio si spostano infatti al giorno del debutto di Woodgate con la maglia del Real Madrid.

Un giorno che per chiunque sarebbe un sogno, ma che per il difensore inglese si trasformò in un vero e proprio incubo. Un giorno che Woodgate – e non solo lui – non dimenticherà mai più.

È il 22 settembre 2005: 516 giorni dopo la presentazione alla stampa, 516 giorni dopo il suo acquisto. In mezzo, c’è stata una lunga e quasi incredibile serie di infortuni e problemi fisici che hanno tenuto Woodgate lontano dai campi di gioco.

Al Bernabeu si affrontano Real Madrid e Athletic Bilbao: il pubblico di Madrid segue con attenzione i movimenti del difensore inglese, lo incoraggia con applausi e ovazioni, cerca di fargli sentire la sua vicinanza.

Ma bastano 25 minuti per trasformare quella giornata in incubo. Joseba Etxeberría mette in mezzo un pallone a metà tra un tiro e un cross, un pallone teso che sembra destinato a finire, in maniera del tutto innocua, sul fondo.

Sembra, perché, tra il pallone e la porta si materializza, in maniera abbastanza improvvisa, il capoccione di Jonathan Woodgate. Il difensore si lancia in tuffo disperato, colpisce il pallone all’altezza del dischetto del rigore, e trasforma il tiro di Etxeberría in un siluro imparabile per Iker Casillas.

Real Madrid zero, Athletic Bilbao uno. 

Autorete di Jonathan Woodgate.

La storia potrebbe anche finire così, ed essere sufficientemente triste. Ma Woodgate decide che quella partita deve entrare nella storia: al 44′, a un minuto dalla fine del primo tempo, si prende il primo cartellino giallo per un intervento molto duro su Carlos Gurpegi.

Il Real Madrid, nel frattempo, con i gol di Robinho e Raul riesce a ribaltare la partita e a portarsi in vantaggio. Quando manca più o meno mezz’ora alla fine della partita, Alvaro Mejia comincia a scaldarsi, per prendere il posto di Woodgate.

Con un’ammonizione sul groppone, sarebbe più saggio toglierlo, infatti. E quella sarebbe pure l’intenzione.

Il cambio è quasi pronto, ma Woodgate anticipa tutti. Stende Etxeberría, si prende il secondo cartellino giallo, e in rapida successione il rosso. È il minuto 66 e Jonathan Woodgate ha appena concluso il suo esordio: uno dei peggiori della storia del calcio.

A nulla vale il tentativo di Roberto Carlos di trattare con l’arbitro e farlo recedere dai suoi propositi. Il Real resta in dieci.

Il Real Madrid riuscirà comunque a vincere quella partita per 3-1, rendendo meno amara la serata al difensore inglese. Woodgate giocherà solo 14 partite con la maglia del Real, chiudendo la carriera in Inghilterra tra Middlesbrough, Tottenham, Stoke City e ancora Middlesbrough.

E oggi, forse, può guardare a quella notte da incubo al Bernabeu con un amaro sorriso.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro