Joel Pohjanpalo, fino a sabato, almeno per il grande pubblico era solamente uno dei tanti. La differenza, a volte, la fanno non solo i...

Joel Pohjanpalo, fino a sabato, almeno per il grande pubblico era solamente uno dei tanti. La differenza, a volte, la fanno non solo i dettagli, ma anche la capacità -e anche la fortuna, certo- di farsi trovare pronti quando arriva la possibilità che aspettavi da tempo. O, come il manuale del calcio insegna, quella di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto.

Joel Pohjanpalo, 22 anni giusto oggi, da Helskinki: uno che in questi giorni la sua chance l’ha avuta e si è fatto trovare pronto, eccome. 36 minuti di calcio effettivo giocati in Bundesliga, 4 palloni messi in porta, una vittoria insperata regalata al suo Bayer Leverkusen. Meglio di così, in fondo, era difficile.

Impossibile, forse.

Sabato pomeriggio, quando mancavano 18 minuti alla fine del match casalingo contro l’Amburgo, il Bayer Leverkusen era nei guai. Guai grossi. Dopo aver perso all’esordio in campionato in casa del Borussia Moenchengladbach, la squadra di Roger Schmidt era sotto per 1-0 contro l’Amburgo. A 18 minuti dalla fine la situazione era drammatica.

Qualche settimana prima, con la sua squadra sotto a Moenchengladbach, Roger Schmidt aveva messo dentro un ragazzino arrivato quest’anno, dopo un paio di stagioni in giro per prestiti. Si, proprio Joel Pohjanpalo, che un minuto dopo essere entrato in campo, aveva segnato il gol del pareggio, gol che poi, purtroppo per il Bayer che aveva comunque perso, non era servito a molto.

Schmidt, allora, ci riprova. Non può fare diversamente, in effetti. Il Chicharito Hernandez non è al meglio della condizione, Kießling è out per infortunio, Volland lascia il campo proprio per far entrare il finlandese in campo. Insomma, a 18 minuti dalla fine al Bayer Leverkusen serve un miracolo per rimettere in piedi quella partita.

E Joel Pohjanpalo, forse, le stigmate dell’eroe ce l’ha addosso, anche se non si vedono. In una situazione del genere, più che le doti tecniche, forse contano la freddezza, la capacità di rimanere lucidi e concentrati, senza pensare alle emozioni del momento: tutte cose che a un finlandese, probabilmente, vengono naturali.

Sette minuti. Tanto basta a Pohjanpalo per farsi trovare ancora una volta al posto giusto al momento giusto, raccogliere il traversone di Brandt e insaccare a porta vuota. Facile, no? Ma la partita dell’uomo della provvidenza è appena cominciata, e il lavoro è ancora lungo. Durante il primo minuto di recupero, Henrichs va via sulla fascia sinistra, mette in mezzo un pallone teso e forte. Joel Pohjanpalo è un passo dentro il limite dell’area, spostato verso il vertice sinistro, con il corpo all’indietro. Colpire quel pallone che arriva così forte, con il corpo in quella posizione, in genere porta ad un esito scontato: pallone in curva, o anche oltre.

Ma siccome il ragazzo finlandese è uno di quelli a cui il destino vuole un gran bene, quello è uno dei pochi casi in cui, per qualche miracolo della fisica, il pallone non prende il volo: anzi, va a insaccarsi prepotente sotto l’incrocio dei pali, per la gioia della BayArena che esplode. Finita qui? Ma non scherziamo, per favore.

Con l’Amburgo a caccia del gol del pareggio, il Leverkusen, sull’ultima azione della partita può ripartire in contropiede. Palla che arriva a Joel, che fredda il portiere dopo averlo beffato con una finta a rientrare. Tripletta completata, in poco meno di un quarto d’ora, e pubblico in visibilio per il suo nuovo eroe a sorpresa, che a fine gara sale in curva a festeggiare con il megafono in mano, lanciando i cori con cui si festeggia la vittoria.

Che però una volta aveva anche fatto meglio: era il 15 aprile del 2012, e con la maglia dell’HJK di Helsinki segnò 3 gol nell’arco di 162 secondi all’IFK Mariehamn. Forse ce l’ha nel sangue le triplette in un arco temporale ridotto, chissà.

La sua, però, non sembra esattamente la storia di un predestinato. Piuttosto, prima di questo inizio di Bundesliga, sembrava solamente un altro dei tanti giocatori destinati a perdersi per strada. Il Bayer lo aveva preso due anni fa proprio dall’HJK, mandandolo in prestito nella seconda serie tedesca, prima all’Aalen, poi al Fortuna Dusseldorf, dove aveva segnato 11 gol il primo anno, ma solo 2 in 26 presenze lo scorso anno.

Quest’anno, forse un po’ per caso, è arrivata l’opportunità di misurarsi con la Bundesliga. Pohjanpalo, che i suoi tifosi chiamano Danger (per la somiglianza con l’attore di un film tedesco, Fack ju Göhte) ha avuto l’abilità -o la fortuna, decidete voi- di farsi trovare pronto al momento giusto. Attaccante veloce, rapido e scattante, qualcuno dice somigli a Griezmann, per ora solo nel colore della chioma in testa.

4 gol in 36 minuti di Bundesliga sono un buon biglietto da visita: Danger, adesso, a 22 anni (compiuti giusto oggi) può decollare per davvero.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro