Ivan Kaviedes, una meteora a Perugia Ivan Kaviedes, una meteora a Perugia
Eravamo a fine anni ’90, non c’era ancora Youtube, e quindi in pochi potevano andare a spulciare le leggendarie imprese dei cannonieri d’oltreoceano, quelli... Ivan Kaviedes, una meteora a Perugia

Eravamo a fine anni ’90, non c’era ancora Youtube, e quindi in pochi potevano andare a spulciare le leggendarie imprese dei cannonieri d’oltreoceano, quelli che magari segnavano caterve di gol nei posti più impensabili del globo terracqueo.

All’epoca, a farci sognare, ci pensavano dei pazzi visionari che avevano deciso di buttarsi a capofitto nel calcio e di giocare le carte nel modo più imprevedibile che potesse esserci.

Perché potete stare sicuri che, se un qualsiasi giocatore fosse salito agli onori delle cronache in qualche Paese strambo e lontano dai radar tra la fine degli anni ’90 e gli inizi degli anni 2000, quel giocatore sarebbe finito a giocare con la maglia biancorossa del Perugia di Luciano Gaucci.

E proprio questo fu il destino che toccò a uno di questi imperituri eroi, Jaime Iván Kaviedes Llorente, da voi forse più semplicemente conosciuto come Iván Kaviedes, attaccante ecuadoriano che sbarcò a Perugia nel gennaio del 1999, senza lasciare grandi tracce negli almanacchi del calcio italiano, ma imprimendosi sicuramente nella memoria degli appassionati di calcio, soprattutto quelli più avvezzi alle storie più improbabili.

Chi invece il calcio mondiale lo conosceva come le sue tasche, all’epoca, era proprio il Perugia di Lucianone, che spesso andava a ravanare nei campionati sconosciuti ai più per andare a pescare dei futuri campioni. O, almeno, questa era la speranza.

Iván Kaviedes arrivò proprio così in Italia, con il Perugia che si innamorò di lui dopo che, poco più che ventenne, segnò 43 gol in 36 partite nell’Emelec, in Ecuador, un quantitativo di gol che in Europa gli sarebbe sicuramente valso la Scarpa d’Oro.

Kaviedes sbarca in Italia nel mercato di gennaio del ’99, e in quello spezzone di campionato segna 4 gol in 14 partite (di cui 3 nelle prime 5 apparizioni in Serie A), ma si fa notare anche e soprattutto per questioni extra-campo.

Arrivato a Perugia, trova la maglia numero 9 occupata da Sandro Tovalieri, il Cobra, e quindi opta per la numero 33. Ma sulle spalle, invece del cognome, si fa scrivere “Nine”, nove appunto.

Il suo adattamento all’Italia non è dei migliori; gioca con i doppi calzettoni per combattere il freddo, litiga con Ze Maria e, dopo essere stato allontanato dal ritiro per punizione, sparisce per ripicca andandosene per 2 settimane in vacanza in Sudamerica. Di Perugia, però, sembra apprezzare particolarmente le donne, visto che saranno almeno 3 le donne che gli chiederanno di riconoscere la paternità di un figlio.

In Italia dura poco, poi comincia a girare il mondo, cambiando maglia praticamente ogni anno, e giocando un po’ dappertutto: Celta Vigo, Porto, Crystal Palace, Argentinos Juniors, prima di tornare in patria, definitivamente, nel 2006.

Proprio con la maglia della Nazionale, Iván Kaviedes ha scritto alcune delle pagine più belle della sua storia. Il 7 novembre 2001 segna il gol che manda l’Ecuador per la prima volta ai Mondiali, quello del pareggio contro l’Uruguay.

Nel 2006 partecipa alla seconda spedizione dell’Ecuador ai Mondiali, e lo fa segnando un gol al Costa Rica: sicuramente ricorderete l’esultanza, una maschera da Spider Man tirata fuori dagli slip per omaggiare Otilino Tenorio, suo ex compagno di squadra scomparso qualche mese prima in un incidente stradale, stesso destino capitato tra l’altro ai genitori di Kaviedes, che si ritrovò così costretto a crescere con i nonni.

La carriera di Kaviedes è stata sempre caratterizzata da colpi di testa e bravate che spesso lo hanno allontanato dalle squadre in cui ha giocato. E, purtroppo, anche da una dipendenza non troppo bella per certe sostanze, che lo hanno anche costretto al ricovero coatto in clinica per cercare di disintossicarsi.

Oggi, a quanto pare però tutto fila liscio, e Kaviedes gestisce una società di ristorazione con diversi punti vendita in Ecuador: se volete, potete raggiungerlo per un panino e una birra, di sicuro non si sottrarrà all’impegno.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro 

 

Related Posts

Il PSG ha fatto una piccola multa a Neymar

2019-07-09 22:50:16
delinquentidelpallone

18

Adam Ounas ha dato spettacolo contro la Tanzania

2019-07-02 07:34:08
delinquentidelpallone

18

Quanto guadagna una calciatrice di Serie A?

2019-06-20 09:54:27
delinquentidelpallone

18

Josip Simunic, il difensore ammonito tre volte in una partita

2019-06-13 08:36:59
delinquentidelpallone

18