Irlanda del Nord, da Best a Lafferty: un sogno diventato realtà Irlanda del Nord, da Best a Lafferty: un sogno diventato realtà
In Irlanda del Nord, la serata di ieri, non se la dimenticheranno tanto presto. Anzi, molto probabilmente non se la dimenticheranno mai. Perchè ieri... Irlanda del Nord, da Best a Lafferty: un sogno diventato realtà

In Irlanda del Nord, la serata di ieri, non se la dimenticheranno tanto presto. Anzi, molto probabilmente non se la dimenticheranno mai. Perchè ieri sera i ragazzi di Michael O’Neill sono diventati a tutti gli effetti uomini. Hanno battuto 3-1 la derelitta Grecia e si sono assicurati, per la prima volta nella storia del Paese, la qualificazione alla fase finale del campionato europeo.

E no, non è solo merito dell’allargamento a 24 deciso dalla gestione Platini, che ha aperto le porte a nuove sorprese e storie da raccontare. No, perchè l’Irlanda del Nord, in questa tornata di qualificazioni, ha giocato un gran bel calcio, solido e concreto, e ha messo in mostra una delle qualità principali che servono per costruire una buona Nazionale. Un gruppo compatto e coeso, un insieme di uomini che remano tutti nella stessa direzione, tutti concentrati sullo stesso obiettivo e sullo stesso ideale.

Ed è per questo, forse, che la qualificazione dei nordirlandesi vale di più. Perchè è il riscatto di un popolo intero, un popolo che ha sempre vissuto in una situazione di incertezza, di conflitto. Un popolo che con il calcio trova un modo per affermare, in maniera più forte, la sua identità. L’identità di chi, piccolo tra i grandi, vuole dimostrare di non essere inferiore a nessuno. Anche e soprattutto quando si parla di calcio.

Prima di ieri sera, l’Irlanda del Nord si era qualificata per 3 volte ai campionati del Mondo, mai a u Europeo però: 1958, 1982, 1986. E, quando metti nella stessa frase “calcio” e “Irlanda del Nord”, non si può non pensare a un solo giocatore. A una maglia numero 7, a un fascio di capelli disordinati e a un’andatura insostenibile per chiunque.

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Un numero sette, il numero 7. Sua Maestà George Best, che pure non era mai riuscito a portare la sua Nazionale a una rassegna continentale o iridata. Dove non è riuscito George Best, è arrivato il nuovo idolo del calcio nordirlandese, Kyle Lafferty.

L’ex attaccante del Palermo, che in rosanero ha lasciato comunque dolci ricordi prima di essere silurato per il suo comportamento non sempre impeccabile, è stato il vero e proprio trascinatore della squadra di Michael O’Neill. Lafferty è il terminale offensivo, l’uomo deputato a fare gol. Dietro di lui, schierati in un 4-5-1 dal forte sapore delinquenziale, un gruppo solido e compatto.

Non ci sono grandi campioni, non ci sono tantissimi giocatori di livello. Il capitano, Steven Davies, gioca nel Southampton; e poi Jonny Evans, McAuley, Brant, il nucleo della retroguardia del West Bromwich Albion di Tony Pulis. Gli altri? Per la maggior parte, gli altri giocano in Championship e in Scozia. Insomma, una banda di onesti mestieranti che ha saputo diventare un’orchestra in grado di suonare una sinfonia perfetta. Il piano partita è quasi sempre stato “arrangiamoci in qualche modo e proviamo a far arrivare la palla a Kyle“.

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E, in qualche modo, tutto sommato, ce l’hanno fatta, arrangiandosi più che bene. La palla a Kyle Lafferty è arrivata spesso, e spesso quella palla Kyle Lafferty l’ha fatta arrivare alle spalle del portiere. Sette volte, in queste qualificazioni europee. Il bomber, nella decisiva vittoria di ieri contro la Grecia, non c’era, perchè si era fatto ammonire, abbastanza stupidamente, da diffidato durante la scorsa partita. Ma lui c’era anche nei momenti più bui della storia calcistica dell’Irlanda del Nord, quando i verdi andavano in giro per l’Europa a raccogliere batoste. 

In carriera ho vinto un titolo con i Rangers e una promozione col Norwich, ma vincere col proprio club è sempre possibile. Io sono nato qui, questa è la mia patria. I tifosi ci hanno sempre supportato al 100%. Anche quando abbiamo perso contro il Lussemburgo o squadre del genere, i tifosi ci sono sempre stati vicini.

Kyle Lafferty

A Euro 2016 non saranno avversario facile per nessuno. Probabilmente non vinceranno l’Europeo, probabilmente non faranno molta strada. Ma ieri, per le strade di Belfast e di tutta l’Irlanda del Nord, c’era festa grande. La festa di un popolo e di una nazione che finalmente può mostrarsi al mondo con il suo vero volto. E chissà che George Best da lassù non si sia scolato un paio di pinte in onore di Kyle Lafferty e dei suoi compagni.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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