Invincibile Kessié Invincibile Kessié
C’è stato sicuramente un momento, nella giovane vita di Franck Yannick Kessié, in cui questo ragazzone africano ha assunto dei superpoteri. Che sia accaduto... Invincibile Kessié

C’è stato sicuramente un momento, nella giovane vita di Franck Yannick Kessié, in cui questo ragazzone africano ha assunto dei superpoteri. Che sia accaduto a causa del morso di un animale radioattivo o per un incidente di laboratorio, non è dato saperlo. Se ancora vi servissero dei motivi per credere che la testa riccioluta del centrocampista atalantino sia uscita direttamente da un qualche universo Marvel, date un’occhiata al suo percorso.

Franck nasce (o fuoriesce da un misterioso meteorite, pensatela come volete) venti anni fa a Ouragahio, nella zona sud della Costa d’Avorio. Prodigioso figlio minore di una famiglia numerosissima, perde il padre per malattia poco prima di diventare adolescente.

Un soldato di professione, il signor Kessié, con una smodata passione per il calcio. Franck lo ricorda ancora oggi, dopo ogni gol, mimando il saluto militare. Per completare una storia di formazione che potrebbe essere ideata da Stan Lee, il piccolo Franck lascia subito la sua città natale per trasferirsi ad Abidjan, centro nevralgico dell’economia ivoriana.

Una metropoli che ha dato la luce ad un altro famoso semidio della nostra epoca, tal Didier Drogba. Completato l’addestramento come Bruce Wayne nel regno del Bhutan, Kessié vola in Europa per portare ad altri bisognosi i propri servigi. Lasciare le ampie e popolatissime strade di Abidjan piene del profumo di plantano e attiéké, per il freddo di Bergamo, non deve essere stata impresa facile. Ma Franck aveva già dalla sua il coraggio dei guerrieri mitologici, la sfrontatezza di Thor nell’affrontare le difficoltà più grandi.

Oltre al talento, Madre Natura gli ha conferito poi una forza fisica praticamente inumana: c’è chi dice che da ragazzino giocò due partite nella stessa giornata senza neppure scomporsi. L’Atalanta lo cede subito in prestito al Cesena, dove Kessié prosegue l’apprendistato sotto la gestione di Massimo Drago, fondamentale come lo fu il maestro Splinter per le Tartarughe Ninja.

Il tecnico calabrese lo sposta dal suo ruolo naturale di difensore, avanzandone la posizione di svariati metri: troppo determinante l’apporto di questo giovane combattente alla manovra offensiva, per lasciarlo sperduto tra le pianure della retroguardia. Il primo gol di Franck in Serie B, il 31 ottobre contro il Lanciano, lancia un segnale a tutti gli addetti ai lavori: c’è un nuovo eroe in città. A finire in copertina sui giornali locali e nazionali (come Spiderman sul Daily Bugle) è un destro angolato che batte il portiere dei rossoneri Aridità, una roba difficilissima se si pensa che il diciannovenne ivoriano era pressato da tre avversari.




I progressi in Romagna lo riportano a Bergamo, dove diventa a poche settimane dall’esordio in Serie A il perno della formazione di Gasperini. Impossibile? Non più delle avventure di Tony Stark nell’armatura di Iron Man, non più delle peripezie di Goku e compagni all’interno del mondo creato da Akira Toryama. Nella sfida contro il Torino dello scorso settembre, il numero 19 si prende la responsabilità di calciare il rigore decisivo a otto minuti dal fischio finale, regalando così ai suoi la prima vittoria in campionato.

I replay mostrano il fallo di De Silvestri su Gomez e Paloschi che, con sicurezza, reclama il pallone. Niente da fare, risponde Franck, e sposta il compagno come Batman sposterebbe il commissario Gordon di fronte al nemico che minaccia Gotham City. Tanto si sa, l’eroe vince sempre. Come nel match disputato agli Atleti Azzurri d’Italia contro la Roma, in cui Kessié si è letteralmente trasformato in He-Man, respingendo in tutti i modi possibili e immaginabili i tentativi dei giallorossi di strappargli la sfera.

In verità, non è così complicato immaginarsi il ragazzo in una tuta nerazzurra con il simbolo della F e della K incrociate e il mantello svolazzante. Certo, in futuro ci saranno altre squadre, altri popoli che godranno dei suoi poteri (chissà, magari in Premier League, dove ha brillato uno degli idoli di Franck: Yaya Touré). Ma, almeno per il momento, è forse preferibile raffigurarlo come un Cavaliere dello Zodiaco. Anche lui, come Pegasus, ha una Dea per cui combattere…

Mattia Carapelli
twitter: @mcarapex