Correva l’anno 1997. Intere generazioni di ragazzi, grandi e piccini, impazziscono correndo dietro a una chimera, inseguendo un sogno che purtroppo, per milioni di...

Correva l’anno 1997. Intere generazioni di ragazzi, grandi e piccini, impazziscono correndo dietro a una chimera, inseguendo un sogno che purtroppo, per milioni di loro si trasformò ben presto in un incubo che ancora oggi torna a tormentare i loro sonni. In quell’anno, una ditta di dolciumi si inventò un gioco perverso: abbinò, alla vendita di chewing gum al gusto fragola, una cosa tanto semplice quanto diabolica.

Ogni caramella, venduta al costo di 100 lire, conteneva al suo interno le figurine di 3 calciatori, da incollare su un album che veniva fornito da tutti i bar e tabaccai d’Italia. Il gioco era molto semplice: chiunque fosse riuscito a completare la collezione, incollando sull’album tutte le facce dei calciatori della Serie A, avrebbe vinto una maglia da calcio originale e un pallone.

Fin qui, tutto semplice. C’era un solo piccolo particolare, molto significativo: le figurine di Paolo Poggi, dell’Udinese, e Sergio Volpi, del Bari, erano assolutamente introvabili. Milioni e milioni di ragazzini italiani possedevano in casa decine di album, tutti completi, ai quali mancavano solo e soltanto due figurine. Poggi e Volpi, naturalmente.

Anche noi, ovviamente, che in quegli anni eravamo ancora giovani e sognanti, partecipavamo a quella rumba. E anche noi abbiamo decine di album a cui mancano loro due. Qualche giorno fa, però, ci è arrivata una lettera in redazione. Una lettera che conteneva solo sette parole. Ma che ci ha aperto un mondo. “Io Poggi e Volpi li ho trovati“.

Ci siamo guardati tra di noi, sbigottiti: e abbiamo immediatamente contattato l’autore del messaggio, raggiungendolo nella sua città natale, Lucera, in provincia di Foggia. Il suo nome è Enrico Palazzi, e lo abbiamo intervistato in esclusiva per voi.

Ciao Enrico, partiamo dalla domanda più scontata, quella che tutti vorrebbero farti: quando e dove hai trovato la figurina di Poggi e Volpi?

E’ un momento che non dimenticherò mai. Era la vigilia di Natale del 1997, dopo insistenti richieste, mio padre mi accompagna al centro commerciale, a Foggia, per requisire e comprare circa 500 chewing gum. Ricordo che era diventata ormai un’ossessione, mi svegliavo nel cuore della notte e sognavo di trovare Poggi, ma senza Volpi, o di trovarli ma non riuscire ad incollarli. Mio padre mi aveva portato già 3 volte dal dentista a curare diverse carie, diciamo una trentina, e quindi, oltre ai tanti soldi buttati per comprare le caramelle, avevamo speso già svariati milioni dal dentista, che, lo ricordo distintamente, girava il paese in Bugatti e mi dava dei gran colpi di clacson ogni volta che mi vedeva!

Torniamo a quel momento: come è successo?

Vi sembrerà strano, ma ho trovato la figurina magica proprio all’ultima caramella. Avevo aperto 499 caramelle e trovato almeno 100 esemplari di Marco Sgrò. La faccia di Manighetti invece non la sopportavo più. Poi è successo, semplicemente. Ho aperto distrattamente l’ultima caramella, e ho visto la maglia dell’Udinese. Pensavo fosse il solito Walem, invece era proprio lui, Paolino Poggi. Ho cominciato a piangere, e poi ho cominciato ad esultare come Ravanelli in tutto il centro commerciale. E’ dovuta intervenire la polizia e papà è stato portato in Questura per accertamenti.

Come è cambiata la tua vita?

Erano altri tempi, non c’era Facebook, non avevamo i telefoni cellulari a quell’età. Ricordo che portai l’album delle figurine in giro per tutta Lucera, per farlo vedere ai miei amici. Nessuno ci credeva, qualcuno mi accusò di aver imbrogliato e aver fatto stampare io, abusivamente, le due figurine. Il fatto che mio Zio Ciccio avesse una tipografia, in cui occasionalmente stampava le centomilalire false (per gioco, ovviamente) aveva alimentato queste voci maligne in paese. Ero felice, ma al tempo stesso deluso: nessuno mi credeva, mi prendevano per matto.

E poi? Hai spedito l’album per ricevere il premio?

Certo, ma purtroppo non ho potuto farlo subito, ed è stato tremendo. Papà ha dovuto prendere una cassetta di sicurezza in banca per custodire l’album, abbiamo subito minacce, e per ben 3 volte si sono intrufolati dei malintenzionati in casa. Sono stato picchiato a scuola, volevano estorcermi l’album, non sapevano fosse in custodia. Per 2 settimane, in attesa di poter spedire l’album e riscattare il mio premio, ho dovuto girare con la scorta.

E la maglia e il pallone sono arrivati?

Si, naturalmente. Chiesi la maglia dell’Inter di Ciccio Colonnese, che è sempre stato il mio idolo in quegli anni. Poi arrivò, e non ti nasconderò che rimasi deluso.

Come deluso?

Si, la maglia era in acrilico, era di quelle false stampate in Vietnam. Il pallone, altro che di cuoio, era in gomma. Non sai quanti pianti, quante lacrime ho versato.

Immagino, deve essere stato un duro colpo.

Si, anche se ti dirò, non è stata la botta psicologica. E’ stato papà che, una volta visto il premio, mi ha tirato tanti di quei ceffoni che mi ha fatto diventare uomo. Non mi posso mai dimenticare le sue parole: “Con tutti i soldi che abbiamo speso, Ciccio Colonnese me lo compravo in carne e ossa e gli facevo fare pure la raccolta delle olive, mann***** la ****nna”.

Ringraziamo Enrico per questa toccante testimonianza, e approfittiamo dell’occasione per chiedere se anche qualcuno di voi ha trovato le famose figurine di Poggi e Volpi.