Il West Ham ha scaricato James Collins nel peggior modo possibile Il West Ham ha scaricato James Collins nel peggior modo possibile
Si dice spesso che il calcio moderno sia avaro di sentimenti, che sia diventato un freddo business e un calcolato strumento per muovere denaro.... Il West Ham ha scaricato James Collins nel peggior modo possibile

Si dice spesso che il calcio moderno sia avaro di sentimenti, che sia diventato un freddo business e un calcolato strumento per muovere denaro.

Con qualche eccezione, certo, come l’addio ad alcune leggende vissuto in questi giorni, da Buffon a Iniesta, da Fernando Torres a Xabi Prieto, al saluto di Wenger all’Arsenal e via discorrendo.

Il West Ham, invece, in questi giorni ha dimostrato che a volte, oltre che avaro di sentimenti, il mondo del calcio e i suoi protagonisti sanno essere proprio spietati e senza cuore.

E un po’ bastardi, pure.

I fatti: quest’anno andava in scadenza il contratto di James Collins, difensore gallese classe 1983 che vestiva la maglia degli Hammers dal 2012, ma che aveva già indossato quella maglia dal 2005 al 2009.

In totale, Collins ha giocato più di 200 partite con la maglia del West Ham, facendosi volere molto bene dai suoi tifosi anche senza fare niente di particolare, solo il suo mestiere. A fine stagione, come di consueto, il club avrebbe dovuto comunicare ai giocatori in scadenza di contratto il loro destino.

Collins, nei mesi scorsi, aveva chiesto più volte al tecnico David Moyes lumi sul suo futuro: lui, probabilmente, sarebbe voluto rimanere a Londra, ma l’allenatore gli ha detto di pazientare, che avrebbero dovuto decidere il loro futuro insieme, più in là.

E, in effetti, la decisione sul futuro di James Collins l’hanno presa, ma senza tirarlo dentro. I dirigenti del West Ham e David Moyes hanno deciso di scaricarlo, e di non rinnovargli il contratto, ma hanno scelto forse il modo peggiore per farlo.

Non l’hanno convocato in sede, non gli hanno fatto un discorsetto, non lo hanno ringraziato stringendogli la mano: no, niente di tutto questo. Gli hanno scritto una bella email e gliel’hanno spedita. Così, con tanti saluti.

Collins, ricevuta la notizia, è rimasto piuttosto amareggiato. Non tanto per la scelta, perché quella probabilmente sarebbe arrivata comunque. Quanto per i modi, perché se è vero che le parole sono importanti, allora è ancora più importante il modo in cui quelle parole decidiamo di pronunciarle.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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