Il volo delle Aquile Bianche: la Serbia a Russia 2018 Il volo delle Aquile Bianche: la Serbia a Russia 2018
Tra le squadre ai nastri di partenza per il Mondiale russo, troviamo la Serbia, una Nazionale che senza troppi clamori della vigilia, potrebbe rappresentare... Il volo delle Aquile Bianche: la Serbia a Russia 2018

Tra le squadre ai nastri di partenza per il Mondiale russo, troviamo la Serbia, una Nazionale che senza troppi clamori della vigilia, potrebbe rappresentare una piacevole sorpresa nella manifestazione.

La Nazionale serba è una squadra giovane, nata soltanto nel 2006. Fino ad allora ha fatto parte prima dell’ex Jugoslavia e poi dal 2002 al 2006 della Federazione calcistica di Serbia e Montenegro. In seguito all’indipendenza chiesta ed ottenuta dal popolo montenegrino tramite un referendum, la Serbia ha potuto avere una propria Nazionale.

Il calcio, insieme al basket rappresenta lo sport più praticato e seguito all’interno del Paese. Famoso in tutto il mondo è il “veciti derbi”, letteralmente “derby eterno”, la partita che incendia Belgrado che vede contrapposte le squadre di Stella Rossa e Partizan. Queste due squadre hanno alle loro spalle due tra le tifoserie più passionali e allo stesso tempo più violente del globo.

Nei Balcani e quindi anche in Serbia, il calcio spesso è preso a pretesto per regolare vecchie faccende che nulla hanno a che vedere con una sfera che rotola su un prato verde, bensì si riferiscono a tensioni politiche, sociali ed etniche che in passato hanno portato a sanguinose guerre.

In questo contesto, sempre sul punto di esplodere, le “Aquile Bianche” (così vengono chiamati i calciatori che rappresentano la Nazionale serba), non sempre sono riusciti ad ottenere risultati equi al loro talento, alla loro tecnica ed esperienza. Infatti, la Serbia è stata eliminata nel Mondiale del Sudafrica al Primo Turno e non è riuscita a qualificarsi per quello successivo in Brasile, nonostante in squadra annoverassero campioni del calibro di Dejan Stankovic e Nemanja Vidic.

Per ciò che concerne il Mondiale russo, invece, i serbi sono riusciti a vincere il loro Girone di qualificazione davanti a Irlanda, Galles, Austria, Moldavia e Georgia, ottenendo ventuno punti e perdendo una sola partita in trasferta contro l’Austria. La squadra durante le eliminatorie è stata guidata dal Commissario Tecnico Slavolijub Muslin, ma una volta centrato l’obiettivo, il tecnico è stato esonerato e al suo posto è subentrato l’Allenatore Mladen Krstajic.

Questi i 23 giocatori convocati per l’avventura russa:

Portieri: Vladimir Stojkovic (Partizan Belgrado), Predrag Rajkovic (Maccabi Tel Aviv), Marko Dmitrovic (Eibar).
Difensori: Aleksandar Kolarov (Roma), Branislav Ivanovic (Zenit San Pietroburgo), Dusko Tosic (Guangzhou R&F), Antonio Rukavina (Villarreal), Milos Veljkovic (Werder Brema), Milan Rodic (Stella Rossa), Uros Spajic (Krasnodar), Nikola Milenkovic (Fiorentina).
Centrocampisti: Nemanja Matic (Manchester United), Luka Milivojevic (Crystal Palace), Sergej Milinkovic- Savic (Lazio), Marko Grujic (Liverpool), Adem Ljajic (Torino), Dusan Tadic (Southampton), Filip Kostic (Amburgo), Andrija Zivkovic (Benfica), Nemanja Radonjic (Stella Rossa).
Attaccanti: Aleksandar Mitrovic (Newcastle), Aleksandar Prijovic (Paok Salonicco), Luka Jovic (Benfica).

Inseriti nel Gruppo E, i serbi se la vedranno contro il Brasile, la Svizzera e il Costa Rica. La partita contro i “verdeoro” sembra essere sulla carta proibitiva, saranno le sfida contro gli elvetici e i costaricensi a misurare le reali potenzialità ed ambizioni della Serbia.

Il punto debole sembra essere il reparto offensivo, dove manca un giocatore in grado di accendere la fantasia dei tifosi, a meno che Adem Ljajic non decida di mostrare al mondo intero, finalmente e realmente di cosa sia capace. L’altra incognita è Aleksandar Mitrovic, che vestirà il ruolo del centravanti titolare, ma ha sempre lasciato qualche dubbio per quanto riguarda la sua tenuta mentale e la sua continuità di rendimento. Per quanto riguarda la difesa e il centrocampo, questa è una squadra assolutamente da rispettare. Spicca su tutti lo sconfinato talento di Sergeij Milinkovic-Savic, calciatore potenzialmente devastante se dovesse ripetersi sui livelli mostrati con la maglia della Lazio. Lo stesso Nemanja Matic porterà fosforo, atletismo, intelligenza tattica ed esperienza all’intera squadra.

La difesa vede tra i suoi ranghi giocatori del calibro di Aleksandar Kolarov e Branislav Ivanovic, non più giovanissimi ma comunque ancora in grado di fare la differenza in competizioni come questa in cui l’esperienza internazionale è spesso un fattore decisivo.

La Serbia resta una squadra da tenere d’occhio, che incuriosisce. Se dovesse riuscire a superare il Girone, potrebbe diventare una mina vagante per qualsiasi avversario dagli Ottavi di Finale in poi.

Le Aquile Bianche, spinte dalla passione e dal calore del proprio popolo, sembrano essere pronte a spiccare definitivamente il volo con l’eleganza, la classe, la potenza e la bellezza che solo un’aquila sa regalare agli occhi di chi la guarda.

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo

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