La novità più grande della Serie A 2017/18 è sicuramente l’introduzione della tecnologia video, che supporterà gli arbitri nel corso di tutta la stagione....

La novità più grande della Serie A 2017/18 è sicuramente l’introduzione della tecnologia video, che supporterà gli arbitri nel corso di tutta la stagione.

Durante la prima giornata ci sono state già diverse polemiche – di tono minore, va detto – su alcune decisioni prese con il video, ma la domanda principale sembra essere un’altra.

Qual è il modo corretto di riferirsi alla tecnologia video? Il VAR o la VAR? La domanda non è di semplicissima risposta, e infatti già in tanti hanno contribuito alla confusione, visto che sia in tv che sui giornali viene utilizzata indifferentemente sia la variante maschile che quella femminile.

Per questo motivo, il Corriere della Sera, nella giornata di ieri, ha pensato bene di chiedere lumi direttamente all’Accademia della Crusca, per capire quale sia la scelta migliore.

Marco Biffi, responsabile del sito web dell’Accademia, ha risposto così:

“Essendo l’acronimo di Video Assistant Referee è più corretto il maschile, anche perché la traduzione in italiano sarebbe ‘assistente video dell’arbitro’. Le sigle prendono il genere dal nome che ne esplicita il significato, in questo caso ‘assistant’, quindi ‘assistente’. Inoltre, in italiano, quando le parole vengono dall’inglese, hanno sempre il maschile perché assolve la funzione del neutro”

I 5 motivi per cui il VAR aumenterà le polemiche

 “Una sigla può essere utilizzata come aggettivo, quindi se si intende Var come tecnologia può essere anche ‘la Var’. L’uso del maschile è più corretto, ma siamo solo agli inizi. Per ottenere una versione definitiva bisognerà analizzare come la parola verrà utilizzata da giornali e tv, cioè quando entrerà nel linguaggio comune”

Insomma, saremo noi, con il nostro uso, a decidere quale forma entrerà nel linguaggio comune: e voi quale delle due preferite?