Non c’è niente da fare, questo è uno degli idoli supremi della nostra esistenza e niente e nessuno potrà farci mai cambiare idea. Ricordate...

Non c’è niente da fare, questo è uno degli idoli supremi della nostra esistenza e niente e nessuno potrà farci mai cambiare idea. Ricordate la famosa metafora della spugna utilizzata da Giovanni Trapattoni durante la telecronaca di Italia-Malta? Ecco, ci eravamo entusiasmati da matti, ma non è che poi l’avessimo capita più di tanto, almeno nell’euforia e nell’enfasi della telecronaca, visto che la partita era talmente emozionante da non permetterci di respirare nemmeno per un minuto.

Nessun problema, il Trap, ospite da Fabio Fazio nella trasmissione televisiva “Che tempo che fa” ci ha tenuto a spiegare, con dovizia di particolari, come nascesse la metafora e cosa volesse significare (oltre a dirci dove va in vacanza, il che ci spinge, abbastanza automaticamente, ad andare a fargli compagnia l’anno prossimo: pensate che bello andare a passare due settimane in spiaggia in compagnia del Trap).

Ecco, nonostante la spiegazione dettagliata e piena di particolari, noi, questa maledetta metafora della spugna continuiamo a non capirla. Ovvero, probabilmente abbiamo afferrato anche noi, ma non riusciamo ad esprimerla con parole di senso compiuto. Forse perchè, in un certo senso, anche noi abbiamo preso tanta acqua e poi non possiamo più prenderne e allora cominciamo a cacciarla e non ne riusciamo a prendere più e quindi…no, aiuto, non ce la possiamo proprio fare. Per niente.