Oggi alle ore 16 italiane si terrà il sorteggio al Cremlino di Mosca, che stabilirà il tabellone completo dei Mondiali di Russia 2018. Una...

Oggi alle ore 16 italiane si terrà il sorteggio al Cremlino di Mosca, che stabilirà il tabellone completo dei Mondiali di Russia 2018.

Una manifestazione a cui non prenderà parte la nostra Nazionale ma che mantiene intatto tutto il suo fascino e prestigio. Due saranno le squadre debuttanti per quel che riguarda i Mondiali: Panama e Islanda, rappresentative per le quali, manco a dirlo, faremo un tifo matto e disperato.

Al giorno d’oggi il sorteggio di una manifestazione prestigiosa, sia essa il Mondiale o una Coppa Europea, è un vero e proprio evento mediatico, che le televisioni fanno di tutto per accaparrarsi.

Nel corso della storia non è sempre stato così: nelle prime edizioni dei Mondiali, ovvero a partire dagli anni ’30 fino alla fine degli anni ’60, i sorteggi erano assolutamente rudimentali e non c’era logicamente tutta l’attenzione mediatica che è presente al giorno d’oggi.

Già a partire dagli anni ’70, in particolare nell’edizione del ’74 prevista in Germania e in quella del ’78 svoltasi in Argentina, qualcosa è iniziato a cambiare, con i sorteggi fatti in maniera più “teatrale” davanti ad una platea più ampia e con un’attenzione dedicata da parte dei principali media televisivi.

E’ però a partire dal 1982, anno in cui i Mondiali erano previsti in Spagna, con l’avvento di Joseph Blatter a Segretario Generale della FIFA ma non ancora presidente, incarico che ricoprirà dal 1998 al 2016, che le cose hanno iniziato ad andare nella direzione verso cui siamo abituati ora, ossia il sorteggio come evento in grado di catalizzare l’attenzione, quasi al pari di una partita giocata.

Dunque nell’82 le squadre partecipanti al Mondiale erano, per la prima volta, 24 e non 16 come nelle precedenti edizioni; il sorteggio era previsto a Madrid, al palazzo municipale dei Congressi.

Le teste di serie erano 6: Spagna (in qualità di Nazione ospitante), Italia, Argentina, Brasile, Germania Ovest ed Inghilterra, ognuna piazzata logicamente in un gruppo diverso.

La formula prevedeva due fasi a gironi: la prima con 6 gironi da 4 squadre ciascuno, la seconda, alla quale accedevano 12 squadre, ossia le prime due dei rispettivi raggruppamenti, era composta da 4 gruppi di 3 squadre ciascuno. Poi il percorso degli scontri diretti con semifinali e finale, il cui incrocio era già stabilito a tavolino.

Per questo non era indifferente finire in un girone piuttosto che in un altro: in particolare evitare l’accoppiamento fino alla finale con il Brasile, favorito assoluto della rassegna, era piuttosto importante.  Casualmente, o più probabilmente no, nel girone numero 5, in cui la vincente avrebbe incontrato i verdeoro solo in finale, ci finisce la Spagna.

Le altre squadre oltre alle teste di serie erano state divise in 3 fasce e non c’erano particolari vincoli se non quello di scongiurare un accoppiamento tra squadre Sudamericane già nella prima fase a gironi.

Per questo motivo venne deciso, a tavolino, che il modo migliore per evitare inghippi con le Sudamericane era quello di mandare le prime due squadre europee di terza fascia estratte, in quel caso furono Belgio e Scozia, rispettivamente nel girone di Argentina e Brasile  mentre Cile e Perù sarebbero potute finire solo in gironi dove le teste di serie fossero squadre europee.

Tutto molto bello se non fosse che, al momento del sorteggio, avvenuto tramite un’urna enorme in costante rotazione contenente bussolotti a forma di pallone, nessuno si è ricordato di ciò che era stato stabilito a tavolino

E così avvenne che la prima squadra europea estratta, il Belgio, venne inserita nel girone dell’Italia invece che in quello dell’Argentina dove finì la Scozia, seconda squadra europea estratta, che invece sarebbe dovuta finire in quello del Brasile.

Attimi di panico e confusione in sala, qualcuno inizia a rendersi conto dell’enorme magagna che viene risolta spostando semplicemente il Belgio nel girone dell’Argentina e la Scozia in quello del Brasile, come da accordi originari.

Nella sala dell’evento, così come al microfono di chi deve commentare la malefatta, si capisce ben poco: tra addetti ai lavori che prendono e riportano le palline all’interno dell’urna in attesa di capire se si deve rifare integralmente il sorteggio e ipotesi strampalate per rimediare all’inghippo, regna il caos più totale.

Provate ad immaginare cosa succederebbe al giorno d’oggi, in situazione analoga! In ogni caso, ristabilito l’ordine delle cose dopo che Blatter ha spiegato e ammesso l’errore, si è potuti andare avanti con il sorteggio, che non ha mancato di riservare nuovi attimi di imbarazzo.

Vi abbiamo raccontato di come le urne del sorteggio non fossero assolutamente simili a quelle che conosciamo ora, ovvero semplici contenitori con biglie apribili all’interno, che vengono mischiate manualmente da un addetto ai lavori.

In quel caso le urne erano dei complessi trabiccoli meccanici che, al momento dell’estrazione, venivano messi in movimento e sputavano finalmente una pallina che, tramite una serie di canali simili a quelli di un flipper, arrivava all’operatore. O meglio, sarebbe dovuta arrivare, cosa non così scontata come avremo modo di vedere.

Già perchè in un sistema del genere l’inceppamento è sempre dietro l’angolo, cosa che si verifica puntualmente con alcune biglie che rimangono incastrate (quella dell’Honduras) ed altre che si aprono prima che queste vengano trasportate dagli operatori nelle sapienti mani di Blatter, deputato all’apertura.

In qualche modo, dopo che è trascorsa più di un’ora, si riesce a venire a capo del tormentato sorteggio. Il resto, come si suol dire in questi casi, è storia, con l’Italia che vincerà la manifestazione in Spagna.

Per i temerari che vogliono cimentarsi nell’impresa titanica, vi linkiamo il video integrale del sorteggio.

Vedremo se nel sorteggio di questo pomeriggio filerà via tutto liscio: bisogna dire che, al giorno d’oggi, assistere ad una cosa del genere in una manifestazione di tale importanza è quasi impossibile, con tutta l’attenzione maniacale rivolta a qualsiasi aspetto e l’ausilio della tecnologia.

Quel che è certo è che quello del 1982 è stato uno dei sorteggi più assurdi nella storia di questo gioco.

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo