Il sogno del Messina che incantava la Serie A Il sogno del Messina che incantava la Serie A
Un’altra stagione di calcio sta andando in archivio, e sullo Stretto, sponda messinese, anche quest’anno non c’è stato molto da gioire, né da festeggiare.... Il sogno del Messina che incantava la Serie A

Un’altra stagione di calcio sta andando in archivio, e sullo Stretto, sponda messinese, anche quest’anno non c’è stato molto da gioire, né da festeggiare.

Alla squadra peloritana serve una vittoria contro il già retrocesso Rotonda, nell’ultima giornata di campionato, per evitare di doversi giocare la salvezza negli spareggi playout, e ipotecare un posto nel girone I della Serie D anche per l’anno prossimo.

Di questi tempi, tocca accontentarsi di poco.

E così, il ricordo non può che correre a 15 anni fa, a quella magica stagione in cui il Messina, da neopromossa in Serie A, stupì tutti, presentandosi sul palcoscenico del grande calcio con la faccia tosta di chi non ha niente da perdere e chiudendo la stagione al settimo posto, davanti a squadre storiche come Roma, Lazio, Fiorentina, Parma, tanto per dirne alcune.

Il Messina aveva riconquistato la Serie A il 5 giugno del 2004, con la vittoria sul Como. Il culmine di una cavalcata partita nel 2000 con la promozione in Serie C1 e sublimata nel 2001 con la promozione in B, dopo la vittoria nei playoff contro il Catania. Prima di allora, il Messina aveva fatto solo una fugace apparizione in Serie A, tre anni tra il 1962 e il 1965, vivendo poi anni difficili, con anche un fallimento, prima della rinascita.

Così, all’alba della stagione 2004-05, il Messina si affaccia alla Serie A con la curiosità di chi vuole conoscere un pianeta inesplorato. La squadra, affidata a Bortolo Mutti, mantiene molti degli eroi della promozione: Re Artù Di Napoli, Sasà Aronica, il portiere Marco Storari, Sasà Sullo, il terzino Alessandro Parisi. Il mercato estivo vede arrivare un baluardo di esperienza come Nick Amoruso, il portiere greco Eleftheropoulos, il serbo Iliev, un altro giocatore magico come Riccardo Zampagna, addirittura un giapponese, Atsushi Yanagisawa, l’iraniano Rezaei.

L’avventura del Messina in Serie A comincia con un pareggio a reti inviolate a Parma. L’esordio casalingo è già da favola: 4-3, in rimonta, alla Roma. Ai giallorossi non basta la tripletta di Montella, il pubblico del San Filippo impazzisce grazie al rigore di Parisi, alle reti di Sullo e Giampà e soprattutto grazie al magico e beffardo pallonetto di Riccardo Zampagna, che al 78′ regala la vittoria al Messina.

Eppure, in pochi avrebbero immaginato che la settimana dopo sarebbe stata ancora migliore.

Il Messina si presenta alla Scala del Calcio, a San Siro, accompagnato dal vero e proprio esodo dei suoi tifosi. È il 22 settembre del 2004, una data che entrerà nella storia del calcio peloritano. Dopo un primo tempo interlocutorio, nella ripresa, al 55′, il Milan trova il gol del vantaggio con un colpo di testa di Pippo Pancaro.

Ma è proprio da quel gol che cominciano i 5 minuti più belli che un tifoso possa immaginare. Non passa nemmeno un minuto, e praticamente dal calcio di inizio Mimmo Giampà si infila nell’area di rigore rossonera, resiste all’assalto di Cafu e batte Dida: 1-1, ed è solo l’inizio. Perché quattro minuti dopo Alessandro Parisi, dalla sinistra, fa capire perché lo chiamino “il Roberto Carlos dello Stretto“, mettendo in mezzo un pallone fantastico per Zampagna che, in tuffo, insacca di testa alle spalle di Dida. Milan uno, Messina due. Storari blinda il risultato nel finale, e la serata finisce in trionfo.

L’altra tappa importante della stagione del Messina è il sentitissimo derby dello Stretto contro la Reggina, il 31 ottobre del 2004, il primo in Serie A. In un San Filippo incendiato di passione, gli ospiti guidati da Mazzarri passano in vantaggio nel primo tempo con Bonazzoli. Nella ripresa, Bortolo Mutti manda in campo Iliev e Yanagisawa, e le percussioni del giapponese spaccano la partita, aiutando i giallorossi, che trovano prima il pareggio con una punizione di Zampagna, e poi addirittura la vittoria con il gol di Di Napoli, proprio sul cross di Yanagisawa.

Il Messina chiude il girone d’andata con le importantissime vittorie casalinghe contro Atalanta e Brescia, ma anche con un altro viaggio meno fortunato a San Siro (5-0 per l’Inter). In ogni caso, l’andata si chiude con 24 punti in classifica, il nono posto in coabitazione con – guarda tu il destino – la Reggina e un margine abbastanza rassicurante di 5 punti sul terzultimo posto.

Il girone di ritorno si apre con la vittoria interna sul Parma, ma anche con una rimonta subita all’Olimpico contro la Roma: il Messina si porta sul 2-0 con i gol di Zampagna e Parisi, ma i padroni di casa la ribaltano nel secondo tempo con Totti, Cassano e Amantino Mancini. Al San Filippo il Milan vendica poi lo smacco dell’andata imponendosi 4-1, e arriva anche la sconfitta contro il Chievo, che trascina il Messina al quattordicesimo posto, facendo capire alla squadra di Mutti che servirà ancora molto per salvarsi, che la Serie A è questa, un campionato in cui non si può lasciare nemmeno un centimetro per strada.

Il 19 febbraio 2005, sotto una pioggia battente, al San Filippo arriva la Juve di Fabio Capello: Mutti schiera in campo una formazione d’assalto, il Messina rischia di passare in vantaggio, ma la conclusione di Zampagna si infrange sul palo. Nel finale prima il palo ferma Ibra, poi un grande Storari custodisce un preziosissimo 0-0.

Ma in primavera il Messina rinasce: prima vince in casa contro la Lazio, poi conquista anche il derby di ritorno in casa della Reggina: decidono Filippo Cristante e il primo gol in Serie A di Gaetano D’Agostino. A dieci giornate dal termine il Messina ha 9 punti di vantaggio sulla zona retrocessione, e il traguardo comincia a farsi più vicino.

E dopo il pareggio a Firenze e la vittoria in casa contro l’Udinese, la salvezza virtuale arriva alla trentatreesima giornata, il 24 aprile 2005. Al San Filippo arriva un’altra grande del calcio italiano, l’Inter.

Mutti è in emergenza, soprattutto in difesa, e nel primo tempo Storari, con un’altra prestazione monumentale, tiene a galla i suoi. Nel secondo tempo, el Jardinero Cruz trova finalmente la via del gol, ma all’ora esatta di gioco Re Artù Di Napoli pareggia i conti con un perfetto colpo di testa. E al 93′, il Messina va addirittura a vincere la partita con il gol del brasiliano Rafael. Il San Filippo viene giù, tutta la squadra è in campo, il Messina ha messo praticamente l’ipoteca sulla sua storica salvezza.

La squadra di Mutti chiude la stagione in tranquillità, togliendosi più di qualche sfizio. Alla fine i punti conquistati saranno 48, un bottino che vale il settimo posto e la qualificazione all’Intertoto, che la squadra giallorossa decide però di non disputare.

Quella magica stagione rimarrà solo un ricordo, sempre più sfumato. Il Messina retrocede sul campo nel 2006, ma viene ripescato dopo i fatti di Calciopoli, ma l’anno dopo viene comunque retrocesso in B. Nel 2008 arriva il fallimento, il primo capitolo di un calvario che ancora oggi non ha trovato soluzione, con una nuova retrocessione d’ufficio in Serie D, nel 2017.

Ma a Messina, quando parli di quella magica stagione 2004-05, brillano ancora gli occhi, e il cuore si riempie di orgoglio.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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