Da quando è arrivato in Italia, con la maglia della Juventus, siamo abituati a vederlo lottare come un animale feroce su ogni pallone, e...

Da quando è arrivato in Italia, con la maglia della Juventus, siamo abituati a vederlo lottare come un animale feroce su ogni pallone, e proprio sabato scorso, contro l’Atalanta, abbiamo celebrato una sua prestazione assolutamente clamorosa: Mario Mandzukic ha messo in mostra tutta la sua fame, andando più di qualche volta a recuperare palloni a centrocampo, tornando a difendere come un indemoniato.

E anche negli anni all’Atletico Madrid il centravanti croato ci aveva abituato (come tutti i centravanti di Diego Pablo Simeone, probabilmente) bene, mostrando grinta e predisposizione al pressing sugli avversari fuori dal comune.

Ma le cose, in verità, non sono andate sempre così. Ai tempi del Wolfsburg -stiamo parlando di 5 anni fa- Felix Magath lo aveva obbligato a pagare una multa di 10.000 euro perché durante le partite non tornava abbastanza in difesa in aiuto dei compagni di squadra.

Una storia che, vista oggi, fa quasi sorridere, visto il carattere e lo spirito di sacrificio messi in campo in ogni partita dal gigante della Juventus. Forse fu proprio quella multa imposta da Magath, ad un Mandzukic non ancora affamato come quello che conosciamo oggi, a dare la spinta al croato per diventare il centravanti di sacrificio che possiamo ammirare oggi…