Il ritorno di Massimiliano Allegri alla Juventus Il ritorno di Massimiliano Allegri alla Juventus
Domenica 16 febbraio 2020, ore 17.10. La Juventus è sprofondata nel dramma. I bianconeri sono appena stati superati dal Brescia per 3-0 all’Allianz Stadium,... Il ritorno di Massimiliano Allegri alla Juventus

Domenica 16 febbraio 2020, ore 17.10.

La Juventus è sprofondata nel dramma. I bianconeri sono appena stati superati dal Brescia per 3-0 all’Allianz Stadium, e attendono che dal confronto diretto dell’Olimpico una tra Inter e Lazio si prenda da sola la testa della classifica.

La partita di Torino è stata surreale. Maurizio Sarri ha provato ancora una volta a sistemare la sua squadra, ma non c’è stato verso di organizzare in maniera decente i bianconeri in campo.

E, mentre si pensava a far girare l’attacco, la difesa è collassata. Il Brescia è andato a segno tre volte nella ripresa, su tre svarioni terribili della difesa bianconera: in occasione del terzo gol, de Ligt e Bonucci si sono tirati giù l’uno con l’altro, spianando la strada al gol di Sabelli, involatosi da solo davanti al portiere.

Così, a partita finita, c’è stata una riunione d’emergenza tra Sarri, Paratici e Nedved. Il tecnico della Juventus ha deciso di infischiarsene, e ha acceso una sigaretta dopo l’altra, facendo ben presto calare la nebbia nella saletta riservata dell’Allianz Arena. Facendosi largo, andando a sbattere su tutti gli spigoli vista la scarsa visibilità, Andrea Agnelli fa irruzione nella saletta, e prende la parola. Le sue parole risuonano come un macigno: il Presidente ha appena annunciato l’esonero di Maurizio Sarri.

Ma quello che il grande pubblico ancora non sa è che si sta preparando un grande ritorno in bianconero. Lunedì 17 febbraio la Juventus presenta il suo nuovo allenatore. Anzi, il suo vecchio allenatore, visto che, senza nessuna comunicazione, a sorpresa sarà Massimiliano Allegri a riprendere il comando delle operazioni.

Allegri arriva in conferenza stampa tirato a lucido. È abbronzatissimo, in grande forma, e si presenta in conferenza stampa con un mozzicone di sigaretta tra le labbra. I giornalisti si preoccupano sul serio quando, dopo 45 minuti di conferenza stampa, Max non ha usato nemmeno una metafora ippica. E, soprattutto, annuncia una rivoluzione tattica mai vista, promettendo di abbandonare per sempre quell’ostinata ricerca del risultato che ne aveva caratterizzato la prima esperienza a Torino.

La prima Juventus di Allegri si presenta in campo sabato 22 febbraio, in casa della SPAL. Ed è uno spettacolo mai visto. I bianconeri sul campo recitano trame di gioco spettacolari, incantano con la loro fitta rete di passaggi, corrono da una parte all’altra del campo senza sosta. In una sola settimana, Massimiliano Allegri ha regalato alla Juventus un gioco spettacolare, divertentissimo, ammaliante. La Juve segna 5 gol nei primi 20′, ma non smette di attaccare.

Dietro, però, i bianconeri non hanno la minima idea di cosa fare, sono stati praticamente abbandonati a se stessi. Allegri ha dato ordine di concentrarsi solo sull’attacco e sul “bel gioco”, ha detto proprio così. E per questo la partita, al 90′, finisce sul punteggio di 9-7 per la SPAL.

Allegri si presenta nel post-partita con un sorriso diabolico sul volto: “Però vi siete divertiti, eh?”.

Le partite successive vedono la Juventus riscrivere tutti i record in fatto di gol segnati, ma la difesa continua a essere inesistente. I bianconeri perdono 6-4 in casa del Lione nell’andata degli ottavi di Champions, perdono 12-9 contro l’Inter, escono dalla Coppa Italia dopo il 9-6 subito dal Milan, strappano un rocambolesco pareggio per 12-12 con il Bologna. Il punto di non ritorno è la sconfitta 10-14 contro il Lecce.

A quel punto i tifosi della Juve non ne possono più, si sentono presi in giro. Massimiliano Allegri viene sollevato dall’incarico a pochi giorni dalla partita di ritorno contro il Lione.

Al suo posto Agnelli, Paratici e Nedved portano a Torino uno dei pochissimi allenatori rimasti sul mercato: Nedo Sonetti.

Il Caronte di Piombino sistema la squadra in un roccioso 5-4-1, piazza dieci uomini difensivi alle spalle di Ronaldo, e con un insolito catenaccio riesce a battere per 2-0 il Lione con due colpi di testa del recuperato Chiellini su calcio d’angolo, al 90′ e al 96′.

Da quel momento in poi, la Juventus blinda la sua porta. La squadra di Nedo Sonetti non subirà più nemmeno un gol fino a fine stagione, si renderà artefice di una clamorosa rimonta in campionato e vincerà la Champions League superando quarti e semifinali ai rigori dopo quattro sfide terminate sullo 0-0, e vincerà dal dischetto anche la finale di Istanbul contro l’Atalanta. Clamorosamente, i bianconeri verranno anche riammessi in Coppa Italia dopo l’eliminazione, perché il Milan aveva schierato un giocatore squalificato al 96′ della semifinale di ritorno, e vinceranno la finale contro l’Inter. Ai rigori, naturalmente.

Dopo questo trionfale triplete all’insegna del catenaccio, a nessun tifoso della Juventus sarebbe mai più passata per la testa l’idea di chiedere alla sua squadra “il bel gioco”.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro